Un ciclone mediterraneo, proveniente dai Balcani, si sta approfondendo tra lo Ionio e l’Egeo e tende lentamente a spostarsi verso sud-ovest. Questo moto retrogrado del vortice, battezzato con il nome di Daniel, deriva dal vasto anticiclone, con blocco ad omega, che interessa buona parte dell’Europa.

I modelli numerici di previsione evidenziano la possibilità di un’evoluzione del vortice in ciclone di tipo tropicale o medicane, qualora dovesse assumere le caratteristiche di uragano mediterraneo. I cicloni mediterranei simil tropicali sono sempre più frequenti e ormai avvengono ogni anno o quasi.
L’autunno è il periodo più favorevole per questi eventi. La possibile transizione del ciclone mediterraneo in ciclone di tipo tropicale sarebbe favorito dal suo stazionamento in mare sulle acque calde mediterranee. Il possibile evento sarebbe favorito quindi dal notevole calore marino a disposizione.
La traiettoria del vortice, secondo le simulazioni modellistiche, dovrebbe evitare un significativo coinvolgimento dell’Italia del Sud. Solo i versanti ionici di Calabria e Sicilia potrebbero risentire di qualche temporale violento, con rischio di nubifragi localizzati. Anche Malta risentirebbe del ciclone.
Piogge e nubifragi più violenti sono previsti abbattersi in particolare su alcune aree della Grecia, con fenomeni già in atto. Questo evento estremo va a braccetto con il caldo record che sta colpendo la Francia e l’Europa Centrale. Piogge alluvionali nei giorni scorsi hanno coinvolto anche la Spagna.
Gli uragani mediterranei, noti come Medicanes, sono cugini degli uragani tropicali, anche se non arrivano allo stesso livello di potenza. Si tratta comunque di aree cicloniche pericolose, che determinano fenomenologia meteo violenta nei dintorni dell’occhio.
Queste tempeste, per nostra fortuna, non hanno mai avuto intensità, ad oggi, simile a quelli dei Tropici, anche se alcuni di quelli che si sono formati nell’ultimo ventennio, sono stati classificati come categoria 1 della scala Saffir-Simpson (vento 119-153 km orari).
L’evoluzione di intensità dei Medicanes è dovuta ad una loro struttura più robusta simile a un uragano e sono principalmente limitati all’autunno. Pertanto, il continuo riscaldamento antropogenico aumenterà i rischi associati ai Medicanes, con conseguenze in ampie aree del Mediterraneo.