Scoperta di un giovane esopianeta potrebbe gettare luce sulla formazione dei pianeti
Un team di ricercatori dell’Università dell’Arizona ha scoperto un giovane esopianeta che potrebbe offrire nuove intuizioni sulla formazione dei pianeti. Le illustrazioni della Via Lattea mostrano un disegno a spirale di “braccia” piene di stelle che si irradiano dal centro. Formazioni simili si osservano nelle masse rotanti di gas e polvere che circondano alcune giovani stelle – sistemi planetari in formazione.
Dischi protoplanetari e braccia a spirale
Il ruolo dei dischi protoplanetari
I dischi protoplanetari, che fungono da culle per i pianeti appena nati, affascinano i ricercatori in quanto offrono uno sguardo sia sulle prime fasi del nostro sistema solare che sulla formazione planetaria in generale. Per molto tempo, gli scienziati hanno ipotizzato che le braccia a spirale in questi dischi potrebbero essere causate da pianeti nascenti, ma fino ad ora nessuno era stato rilevato.
La scoperta dell’esopianeta MWC 758c
In un articolo pubblicato su Nature Astronomy, i ricercatori dell’Università dell’Arizona riportano la scoperta di un gigantesco esopianeta, denominato MWC 758c, che potrebbe essere responsabile della generazione delle braccia a spirale nel suo sistema planetario infantile. Gli astronomi dell’UArizona propongono anche possibilità sul perché gli scienziati abbiano faticato a trovare questo pianeta in passato, e su come i loro metodi potrebbero applicarsi alla rilevazione di altri pianeti nascosti in circostanze simili.
Il sistema planetario MWC 758 e la scoperta di MWC 758c
Caratteristiche del sistema planetario MWC 758
La stella del pianeta si trova a circa 500 anni luce di distanza dalla Terra ed è solo di pochi milioni di anni – un embrione rispetto al nostro sole di 4,6 miliardi di anni. Pertanto, il sistema ha ancora un disco protoplanetario, dato che ci vogliono circa 10 milioni di anni perché i detriti in orbita vengano espulsi dal sistema, inghiottiti dalla stella, o formati in pianeti, lune, asteroidi e comete. Il marcato modello a spirale nei detriti di questo sistema è stato scoperto per la prima volta nel 2013, e gli astronomi sono stati rapidi nel sottolineare la connessione con le simulazioni teoriche della formazione di giganteschi pianeti.
La scoperta dell’esopianeta MWC 758c
I ricercatori dell’UArizona sono stati finalmente in grado di rilevare MWC 758c utilizzando il Large Binocular Telescope Interferometer, o LBTI, uno strumento costruito dall’UArizona che collega i due specchi primari da 8,4 metri del telescopio che può osservare a lunghezze d’onda più lunghe nel medio infrarosso, a differenza della maggior parte degli altri strumenti utilizzati per osservare gli esopianeti a lunghezze d’onda più corte, o più blu. Nonostante l’esopianeta sia stimato essere almeno due volte la massa di Giove, era invisibile ad altri telescopi a causa del suo inaspettato colore rosso – il pianeta “più rosso” mai scoperto, ha detto Ertel.
Implicazioni della scoperta e prossimi passi
Implicazioni della scoperta di MWC 758c
La scoperta di MWC 758c ha importanti implicazioni per la nostra comprensione della formazione dei pianeti. Se il pianeta è ancora in formazione e circondato da grandi quantità di polvere, potrebbe essere in corso la generazione di un sistema di lune simile a quello delle lune gioviane attorno a Giove. D’altra parte, se il pianeta segue il modello più freddo, potrebbe esserci qualcosa in questi primi sistemi stellari che fa sì che i pianeti si formino più freddi del previsto, spingendo gli scienziati planetari a rivedere i loro modelli di formazione dei pianeti e le strategie di rilevamento degli esopianeti.
Prossimi passi nella ricerca
Gli astronomi dell’UArizona prevedono che una volta osservato il gigantesco esopianeta con il telescopio spaziale James Webb, saranno in grado di fare una chiamata di giudizio su quale dei due scenari si sta svolgendo nel sistema infantile. Il team ha ottenuto il tempo per utilizzare JWST all’inizio del 2024 per completare queste osservazioni.
In conclusione, la scoperta di MWC 758c offre una solida prova che le braccia a spirale nei dischi protoplanetari sono causate da giganteschi pianeti e apre nuove prospettive per la comprensione della formazione dei pianeti. Gli astronomi dell’UArizona prevedono di utilizzare il telescopio spaziale James Webb per ulteriori osservazioni nel 2024.
