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      La transizione energetica ostacolata da alcune Banche che hanno investito quasi 3.000 miliardi di Euro

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 06/09/2023
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • Il Finanziamento dei Combustibili Fossili
        • Le Banche e i Loro Ruoli
        • L’Appello per Azioni Concrete
        • L’Appello alle Banche

      La transizione energetica verso un futuro più sostenibile è attualmente ostacolata da un problema cruciale: il finanziamento dei combustibili fossili, responsabile di gravi danni ambientali, sta oscurando gli sforzi di finanziamento per affrontare i cambiamenti climatici. Un nuovo rapporto svela che le principali istituzioni bancarie stanno contribuendo in modo significativo a questa disallineazione, finanziando in modo molto più aggressivo le industrie altamente inquinanti rispetto agli sforzi governativi per mitigare l’impatto climatico.

       

      Il Finanziamento dei Combustibili Fossili

      Il rapporto, intitolato “Come fluisce la finanza: le banche che alimentano la crisi climatica,” rivela un quadro allarmante: banche di fama mondiale come HSBC, Citigroup e JP Morgan Chase hanno investito quasi 3.000 miliardi di euro nell’espansione dei combustibili fossili nel Sud del Mondo da quando è stato adottato l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici sette anni fa. Inoltre, ulteriori 340 miliardi di euro sono stati destinati all’agricoltura industriale, la seconda causa principale del cambiamento climatico. Questo ammontare rappresenta ben venti volte ciò che i governi delle nazioni industrializzate hanno stanziato per aiutare i paesi in via di sviluppo a mitigare la crisi climatica.

       

      Le Banche e i Loro Ruoli

      Il rapporto identifica chiaramente le principali banche coinvolte in questo finanziamento controproducente. L’Industrial and Commercial Bank of China risulta essere il principale finanziatore di combustibili fossili tra il 2016 e il 2022. Mentre nelle Americhe, Citibank, JPMorgan Chase e Bank of America emergono come alcuni dei principali attori coinvolti. In Asia, la China CITIC Bank, la Bank of China e la Mitsubishi UFJ Financial sono tra i principali finanziatori dei combustibili fossili e dell’agricoltura industriale. Sebbene queste banche dichiarino pubblicamente di affrontare il cambiamento climatico, il rapporto rivela la contraddizione tra tali dichiarazioni e il continuo finanziamento di industrie dannose per l’ambiente.

       

      L’Appello per Azioni Concrete

      La crisi climatica richiede un’immediata riorientazione dei finanziamenti, e i governi hanno un ruolo cruciale in questo processo. I paesi industrializzati devono contribuire significativamente al contrasto dei cambiamenti climatici all’estero, considerando che sono i principali emettitori di gas serra. Il rapporto sollecita i governi a regolamentare il finanziamento per l’espansione dei combustibili fossili, a imporre regolamenti riguardo all’uso di prodotti chimici e la deforestazione, e a sostenere soluzioni quali l’energia rinnovabile e pratiche agricole sostenibili come l’agroecologia.

       

      L’Appello alle Banche

      Le banche globali devono assumersi la responsabilità per l’impatto delle loro azioni sulle comunità e sull’ambiente. Finanziando i combustibili fossili e l’agricoltura industriale nel Sud del mondo, queste istituzioni contribuiscono alla mancanza di terre, alla deforestazione, all’inquinamento delle acque e al cambiamento climatico. L’appello è chiaro: le banche devono interrompere immediatamente il finanziamento delle attività distruttive legate ai combustibili fossili e all’agricoltura industriale.

      In conclusione, è fondamentale che la finanza globale si allinei con gli obiettivi di mitigazione climatica, piuttosto che alimentare il problema. Solo attraverso un cambiamento significativo nelle decisioni di investimento e nelle politiche governative possiamo sperare di affrontare con successo la crisi climatica che sta minacciando il nostro pianeta.

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      TAG:combustibili fossilifinanza climaticafinanziamentoindustrie inquinantitransizione energetica
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