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In uno studio rivoluzionario, gli scienziati⁣ della Yale, Zhongtian‍ Zhang e David Bercovici, hanno proposto che il⁣ magnetismo osservato in certi meteoriti potrebbe ⁢derivare da​ collisioni⁤ di ⁢asteroidi. ​La loro ricerca, pubblicata negli Atti⁢ dell’Accademia Nazionale delle Scienze,⁣ suggerisce⁢ che, ⁣in condizioni specifiche,⁣ questi impatti violenti potrebbero generare un campo magnetico negli asteroidi metallici, con frammenti che portano tracce di⁣ questo magnetismo che alla fine cadono sulla Terra.

Il ruolo dei campi magnetici nelle strutture celesti

La formazione di campi magnetici⁢ nei corpi celesti svolge un ruolo cruciale nella comprensione della loro struttura interna​ ed evoluzione. Questo magnetismo è rilevabile nei nuclei della Terra, di Mercurio e‍ di due delle lune di Giove, Ganimede e Io, mentre resti di antico magnetismo si trovano su Marte e sulla Luna ‌terrestre. Sorprendentemente, alcuni meteoriti di ferro suggeriscono anche la presenza di magnetismo, un fenomeno precedentemente ritenuto impossibile poiché ⁤i nuclei metallici degli asteroidi, rappresentati da⁤ questi​ meteoriti, mancano delle caratteristiche interne necessarie per⁤ generare e registrare il magnetismo.

Una nuova prospettiva sul ‍magnetismo ⁤degli asteroidi

Lo studio di Zhang e Bercovici, tuttavia,‌ presenta ⁤una prospettiva diversa. Gli scienziati propongono ‍che le collisioni di asteroidi, in determinate condizioni, ⁤possano portare alla formazione di asteroidi ⁢metallici⁢ che possono generare e conservare un campo magnetico.

Questa ricerca è stata stimolata dall’indagine di Zhang sugli asteroidi “mucchio di detriti”, formati quando le forze gravitazionali fanno sì che i frammenti delle collisioni di asteroidi si riorganizzino.⁢ L’idea che il​ fenomeno della formazione di ⁣mucchi di detriti potrebbe correlare con la generazione del campo magnetico è stata quindi perseguita.

Il modello di formazione del campo ⁤magnetico

Il modello ⁣di Zhang e Bercovici suggerisce che, dopo la collisione, potrebbero formarsi nuovi asteroidi ricchi di ferro con un nucleo interno freddo di detriti racchiuso in⁤ uno strato esterno‍ liquido‍ più caldo. Il nucleo, quando inizia ad assorbire il calore dallo strato esterno e rilascia elementi più leggeri come lo zolfo, provoca ​la convezione, creando così ⁤un campo magnetico. Il modello suggerisce che un tale dinamo potrebbe ⁤generare un campo magnetico⁢ per diversi ‍milioni di anni,⁣ rilevabile nei meteoriti di ferro ⁤miliardi di anni dopo.

Spiegazione del fenomeno

“L’idea di un nucleo di detriti ‌è davvero come lasciar cadere cubetti di ghiaccio⁤ in metallo fuso”, ha detto ⁤Bercovici, illustrando i loro risultati. Secondo lui, i frammenti non ⁢possono essere troppo grandi o piccoli, ma esiste una dimensione ottimale, abbastanza piccola da raffreddarsi nello spazio, ma abbastanza grande‍ da affondare rapidamente nel metallo fuso e accumularsi al centro per formare un nucleo interno simile a quello della Terra.

 

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