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In questi giorni si fa un gran parlare dell’imminente ondata di caldo. Un’ondata di caldo che ribalterà letteralmente le condizioni meteo climatiche, ovvero passeremo dal fresco ma soprattutto dal maltempo all’anticiclone africano.
Visto e considerato che siamo ormai nella seconda metà di giugno non deve stupirci il fatto che tale cambiamento sia rapidissimo, peraltro vi avevamo messo già in guardia sul fatto che l’estate sarebbe esplosa da un momento all’altro.
La prossima settimana sentirete parlare frequentemente delle alte o altissime temperature che si raggiungeranno in varie zone d’Italia. Ovviamente sentirete notizie assurde, leggerete notizie esagerate, insomma avrete a che fare con la solita estremizzazione dell’informazione meteo climatica.
Sì, perché spesso ci si dimentica (oppure si fa finta di non esserne a conoscenza) che stiamo pur sempre parlando della nuova normalità meteo targata anni 2000. C’è poco da dire, il caldo africano è diventato senz’altro il protagonista indiscusso della nostra estate. Senza scordarsi poi che l’anticiclone africano spesso e volentieri è l’unica struttura anticiclonica capace di portare bel tempo anche nel resto dell’anno.
Perché quindi stupirsi di quanto sta per succedere? Ricordiamoci che quando si considerano le statistiche, anche quelle meteorologiche, dobbiamo prendere in considerazione almeno un trentennio di rilevazioni affinché il tutto sia appunto statisticamente valido. Bene, l’ultimo trentennio per quanto ci riguarda ha visto sicuramente realizzarsi quel cambiamento di cui vi stiamo parlando, ovvero il passaggio di mano tra l’anticiclone delle Azzorre e l’anticiclone africano.
Cambierà qualcosa in futuro? I cambiamenti climatici ci riporteranno al passato? Il riscaldamento globale si fermerà? Quesiti ai quali oggi non possiamo rispondere, ovviamente la speranza è che la ciclicità climatica possa in qualche modo porre rimedio ad una situazione apparentemente irrecuperabile. (METEOGIORNALE.IT)
