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Un quadro meteo climatico, quello che si prospetta all’orizzonte, decisamente diverso per non dire diametralmente opposto rispetto a quello vissuto per tutto il mese di maggio e nella prima metà di giugno.
Non c’erano comunque dubbi sul fatto che l’estate 2023 sarebbe iniziata, ci mancherebbe altro, però un conto è immaginare che il caldo possa prendere subito il sopravvento un altro conto è poi scontrarsi con la realtà dei fatti. Sì, perché nei prossimi giorni il caldo diventerà davvero l’unico protagonista delle nostre giornate.
Caldo ovviamente africano, non di caldo che rappresentava un tempo l’elemento principale dell’estate mediterranea. A quei tempi per caldo intendevamo temperature al di sopra di 30 °C ma mai o quasi oltre quota 35 °C.
Poi con l’anticiclone africano, diciamo più in generale con l’avvento degli anni 2000, il caldo è cambiato. Se prima si trattava di sporadiche ondate negli ultimi decenni sono diventate una costante delle nostre stagioni estive. Anche stavolta quindi prepariamoci ad affrontare una situazione che ormai conosciamo fin troppo bene, ovvero un rialzo termico esagerato in men che non si dica.
Come al solito fare previsioni sulle temperature attese è difficile, anche perché subentrano le solite condizioni microclimatiche del nostro paese quindi non possiamo escludere che in alcuni casi la colonnina di mercurio possa superare senza troppe difficoltà quota 35 °C avvicinandosi addirittura alla soglia dei 40 °C.
Fortunatamente, se così si può dire, inizialmente si tratterà di caldo torrido però attenzione perché con il passare dei giorni l’umidità potrebbe pian piano aumentare dandoci un po’ di fastidio.
Quanto durerà? Beh, le ultimissime proiezioni dei modelli previsionali ipotizzano un peggioramento attorno al 25 giugno, peggioramento del quale eventualmente parleremo se dovesse trovare poi riscontro nei vari aggiornamenti modellisti quotidiani.
Il rischio di una “bomba meteo”
Quando un’intensa corrente d’aria fresca raggiunge il Mediterraneo centrale e l’Italia durante l’estate, il risultato può essere una serie di eventi meteo-climatici estremi, compresi violenti temporali. E ciò sarà da mettere in conto in considerazione della fortissima differenza di temperatura tra mari del Mediterraneo e aria che toccherà l’Europa occidentale.
Normalmente, l’aria calda che caratterizza le estati mediterranee tende a salire, creando un’area di bassa pressione vicino al suolo. Quando l’aria fredda invade queste regioni, essa rimane sopra l’aria calda a causa della sua maggiore densità. Questo contrasto di temperature tra l’aria fredda in alto e l’aria calda in basso genera instabilità atmosferica, che è un fattore chiave per lo sviluppo dei temporali.
I temporali si formano quando l’aria calda e umida sale nell’atmosfera, si raffredda e si condensa, formando nubi cumulonembi. Se la differenza di temperatura tra l’aria fredda e l’aria calda è sufficientemente grande, queste nubi possono crescere a una notevole altezza, portando alla formazione di temporali intensi, con fulmini, tuoni, forti piogge e talvolta anche grandine, e ormai parliamo di chicchi di grandine anche molto grossi.
Un altro effetto di queste intrusioni di aria fredda è la formazione di forti venti. Quando l’aria fredda scende rapidamente, può generare raffiche di vento a superficie, che possono diventare particolarmente forti in prossimità di temporali, i downburst.
Inoltre, questi eventi possono portare ad un repentino calo delle temperature, a volte di diversi gradi in poche ore, creando ciò che è noto come “crollo termico”.
La combinazione di forti temporali, venti intensi e cali di temperatura può avere un impatto significativo su vari settori, compresi l’agricoltura, il turismo e i trasporti, e può rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, in particolare in caso di eventi estremi come nubifragi o trombe d’aria.
È importante sottolineare che, sebbene queste intrusioni di aria fredda possano avere effetti drammatici, esse rappresentano anche una componente naturale del sistema climatico e possono contribuire a ridurre temporaneamente le condizioni di caldo estremo durante l’estate. (METEOGIORNALE.IT)
