(METEOGIORNALE.IT) Le ultime analisi sui dati climatici confermano che il Maggio 2023 in Italia non si è contraddistinto per essere più freddo rispetto alla norma; al contrario, ha mostrato generalmente temperature più elevate. Tuttavia, ci sono state aree in cui la temperatura è scesa sotto la media, seppur di poco. E’ importante sottolineare come la nostra percezione del calore sia modulata da una consuetudine consolidata verso temperature più elevate negli ultimi anni, così come dall’assenza di inverni rigidi come quelli che ricordiamo, ad esempio, nel periodo 2000/2012.
Gli inverni, infatti, sembrano aver perso la loro severità tipica, trasformandosi in una sorta di “non inverno”, mentre le estati appaiono sempre più torride. Questa modifica delle condizioni climatiche influenza la nostra percezione termica, ma quando guardiamo i numeri, ciò che emerge è una realtà innegabile, confermata dalla statistica.
Analizziamo i dati per comprendere meglio questo fenomeno.
La temperatura al di sopra della media
Questo Maggio 2023 non ha visto il caldo allentare la sua presa. Anzi, ha offerto temperature generalmente più elevate rispetto alla media storica. Sì, ci sono state aree in cui si è registrata una leggera flessione delle temperature. Questo fenomeno è evidente soprattutto nell’ultima decade di Maggio, caratterizzata da un incremento termico di +3°C rispetto alla media del periodo 1961/90, e di circa +2°C rispetto al periodo 1991/2000.
Le differenze regionali
Le differenze geografiche giocano un ruolo cruciale in questo scenario. Il Nord Italia ha registrato un aumento di +4°C rispetto alla media del periodo 1961/90 e +2.5°C rispetto alla media del periodo 1991/2000. Al Centro Italia, l’incremento termico è stato di +3°C rispetto al primo periodo di riferimento, e +1.5/2°C rispetto al secondo. Infine, al Sud, l’aumento è stato di +2°C rispetto alla 1961/90 e di +1/1.5°C rispetto alla 1991/2000.
Le peculiarità del Maggio 2023
Considerando l’intero mese, Maggio 2023 è stato più caldo di quasi 1°C rispetto alla media 1961/1990, con una maggiore incidenza sulle temperature minime, superiori di 1.5°C. Rispetto alla media del periodo 1991/2000, invece, si osserva un leggero calo delle temperature massime, mentre le minime si attestano sulla media.
La situazione delle diverse aree geografiche
Infine, ciò che colpisce è l’eterogeneità dei dati nelle varie zone d’Italia. Il Sud, la Sicilia e la zona medio Adriatica sono stati in linea con la media del periodo 1961/90, ma sotto la media per quanto riguarda le temperature massime e sopra per le minime. Il Nord e la Sardegna, invece, hanno mostrato temperature superiori alla media sia per le massime che per le minime, più pronunciate per queste ultime. Infine, le aree tirreniche centrali e il Nord-Est hanno registrato temperature massime in linea con la media 1961/1990 e minime superiori di 1.5°C.
In conclusione, i dati dimostrano che, nonostante alcune oscillazioni locali, Maggio 2023 si è caratterizzato per temperature generalmente più elevate rispetto alla media. Una tendenza che, se confermata, potrebbe segnalare un cambiamento più ampio e duraturo del nostro clima. (METEOGIORNALE.IT)

