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Ormai ci siamo, ormai siamo quasi giunti al termine della primavera. Volendo considerare il calendario meteorologico il 1 giugno sancirebbe l’inizio dell’estate, mentre se volessimo considerare il calendario astronomico la bella stagione inizierebbe nell’ultima decade di giugno.
Al di là di questi tecnicismi o convenzioni se preferite, a nostro avviso ormai possiamo dire che la primavera sta per salutarci. Una Primavera che molto probabilmente ricorderemo a lungo per via di quello che sta succedendo in questo mese di maggio. Sì, perché dopotutto i mesi di marzo e aprile non sono stati chissà che cosa in termini di maltempo, mentre maggio si è dato decisamente l’affare.
Un maggio che, dati alla mano, su molte regioni d’Italia ha scaricato una quantità d’acqua che solitamente cade in tanti mesi di piogge. Peccato che tale quantità d’acqua sia caduta in pochissimo tempo.
Chiaramente il pensiero va sempre all’Emilia-Romagna, risultata senz’altro la regione più penalizzata e letteralmente devastata da una doppia alluvione. Poi però abbiamo detto piogge decisamente violente anche in altre zone, ad esempio sulla fascia orientale della Sardegna dove pesanti alluvioni sono state sfiorate e scongiurate per poco.
Chiaramente ci sono state zone d’Italia colpite da nubifragi, mareggiate, vento forte, con tutta una serie di danni magari più localizzati ma non per questo trascurabili. Di sicuro in pochi avrebbero immaginato mese di maggio di questo tipo, maggio spesso e volentieri infatti viene considerato un mese più vicino all’estate che non alla primavera.
Peccato che quest’anno le dinamiche atmosferiche del tardo inverno hanno notevolmente condizionato l’andamento della seconda parte della primavera e rischiano di condizionare pesantemente anche la prima parte dell’estate. Per questa ragione diciamo che la fine dei giochi primaverili non significa necessariamente che siano finiti i giochi meteo del maltempo. (METEOGIORNALE.IT)
