Più passano i giorni e più il primo vero caldo viene rimandato nelle code delle simulazioni meteo modellistiche. Potrebbe quasi sembrare una presa in giro da parte dei calcolatori, ma volendo analizzare meglio questa curiosa situazione è evidente che ci sia un qualcosa di fondo che forse non tutti considerano.
Sono oltre tre mesi, esattamente dall’inizio di Marzo, che qualcosa è cambiato nello scacchiere barico tra Atlantico ed Europa, esattamente dal forte riscaldamento stratosferico (stratwarming) che si verificò al termine di Febbraio. Quel riscaldamento ha modificato l’impianto circolatorio sul Vecchio Continente, rendendolo estremamente più dinamico e poco avvezzo alle figure bariche opprimenti e statiche, come lo erano state prima di quel mese. Gli estenuanti anticicloni portatori di siccità sono stati spazzati via ed ecco che siamo passati all’eccesso opposto, ovvero alle continue perturbazioni ricche di piogge e temporali.
Questo nuovo assetto prosegue tutt’ora, tant’è che il caldo tarda ad arrivare e con esso anche le belle giornate. Certo, siamo al termine di Maggio, alle porte dell’Estate, e qualche bella giornata è fisiologicamente arrivata. Ma manca un vero anticiclone in grado di produrre tanti giorni stabili consecutivi, motivo per cui siamo sempre alle prese con improvvisi acquazzoni o temporali pomeridiani, soprattutto nelle zone lontane dal mare.
E a quanto pare anche Giugno proseguirà su questa scia! Una nuova perturbazione è confermata tra 4 e 5 Giugno, una vera e propria perturbazione organizzata di origine atlantica che rischia di regalare un paio di giorni più autunnali che estivi. Nubi, piogge e temporali saranno protagonisti dapprima al nord, successivamente su centro e sud nell’arco di 48 ore.
Ma non finisce qui: nelle corse modellistiche di oggi pomeriggio spunta l’ipotesi di un’altra perturbazione atlantica sul finire della prima decade di Giugno, quando tutti s’aspetterebbero giornate calde e pienamente estive. Ebbene il rischio che così non sia è alto.
Lo Spiegone del Meteo Giornale
a cura della redazione.
L’articolo descrive una situazione meteorologica forse inattesa in Europa, e che sono innescate delle variazioni climatiche che si sono verificate dall’inizio di marzo. Tuttavia, noi avevamo scritto in tempi distanti da oggi, del rischio di avere questo un periodo piovoso e relativamente fresco tra maggio e la prima parte di giugno.
Queste variazioni sono state causate da un riscaldamento stratosferico (Stratwarming) che ha avuto luogo alla fine di febbraio. Questo fenomeno ha provocato un cambiamento nel sistema di circolazione atmosferica in Europa, rendendolo più dinamico e meno suscettibile a condizioni statiche e opprimenti come era stato precedentemente.
In pratica, questo cambiamento ha portato a una riduzione degli anticicloni (grandi aree di alta pressione atmosferica) che normalmente causano periodi di siccità. Invece, l’Europa, soprattutto meridionale ha sperimentato una serie di perturbazioni, che includono piogge e temporali. Da notare il freddo ricorrente in Scandinavia, con neve anche in località costiere nell’estremo nord, dove già c’è il sole di mezzanotte.
Questo cambiamento di modello climatico continua fino ad oggi e sembra essere la ragione per cui l’arrivo del caldo tipico visto nell’ultimo trentennio, in anteprima alla stagione estiva è in ritardo quest’anno. Nonostante sia quasi estate meteorologica, manca un vero anticiclone che possa portare a periodi prolungati di bel tempo stabile. Di conseguenza, ci sono frequenti temporali e piogge, in particolare nelle aree lontane dal mare.
L’esperto prevede che questa tendenza continuerà anche a giugno, con l’arrivo di un’altra perturbazione significativa di origine atlantica attorno al 4-5 giugno. Questa perturbazione potrebbe portare più condizioni meteorologiche autunnali che estive, con nuvole, piogge e temporali che influenzeranno prima il Nord, poi il Centro e il Sud in 48 ore.
Infine, c’è la possibilità di un’altra perturbazione atlantica verso la fine della prima decade di giugno, un periodo in cui ci si aspetterebbe normalmente tempo caldo e estivo. Perciò, c’è una probabilità significativa che le condizioni estive normali possano essere ritardate ulteriormente.
