
(METEOGIORNALE.IT) Il recente disastro in Emilia-Romagna ha fatto riemergere un problema ben noto nel nostro Paese: le alluvioni. Come per altri fenomeni naturali, la difesa da esse può avere due obiettivi: la previsione e la prevenzione.
La conoscenza del rischio
Alla base di tutto deve stare, comunque, una conoscenza il più possibile dettagliata dei caratteri del bacino idrografico che fornisce l’acqua al torrente o al fiume, della modalità con cui avvengono le precipitazioni e del meccanismo attraverso il quale si forma la piena.
Di fatti, ciascun bacino fluviale ha una vita propria, con una rete idrografica articolata in funzione della morfologia territoriale e delle rocce che lo costituiscono. È indispensabile, inoltre, conoscerne la storia che ci permette di stabilire quando le precipitazioni possono generare una piena avente certe caratteristiche. Questo in campo meteo si chiama “periodo di ritorno”.
Gli elementi raccolti e i dati
Gli elementi meteorologici raccolti sono necessari non solo per ogni previsione di piena imminente, ma anche per effettuare tutte quelle opere ingegneristiche necessarie in un bacino per prevenire il pericolo di alluvioni. Queste opere vanno dimensionate all’entità del fenomeno atteso.
Basti pensare che una grossa esondazione può portare non soltanto alla distruzione di raccolti e infrastrutture, ma anche, vedasi le recenti cronache, a danni notevoli alle abitazioni e agli insediamenti industriali con possibili vittime.
Le opere di difesa
Le opere di difesa dalle alluvioni sono molteplici, in funzione della posizione presa in esame entro il bacino che può essere a morfologia accidentata oppure piana. Esse vanno dalle semplici arginature, che impediscono al corso d’acqua d’esondare, alla costruzione di canali scolmatori.
Successivamente, ci sono i serbatoi di laminazione e bacini d’espansione, che permettono di scaricare le portate di piena del corso d’acqua.
Ricordiamo però una cosa: non tombiamo i fiumi, non seppelliamoli. Prima o poi, volenti o nolenti, si riprenderanno lo spazio perduto. E a farne le spese saranno gli esseri umani. (METEOGIORNALE.IT)
