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STOP dopo 3 anni di La Niña, meteo in Italia con forti piogge estive e fine siccità

Andrea Meloni di Andrea Meloni
08 Apr 2023 - 14:45
in Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo
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Rischio di eccessi meteo rilevanti.
Rischio di eccessi meteo rilevanti.

(METEOGIORNALE.IT) Viviamo un’epoca di eccessi meteo. Alcune manifestazioni non trovano riscontro nei numerosi studi degli scienziati. L’Europa con l’Italia sta vivendo un cambiamento climatico che fa paura, è inutile girarci attorno, la siccità, il caldo estivo, gli inverni che non sono inverni, l’autunno senza pioggia, stanno modificando quello che è il clima a cui eravamo abituati sino a poco tempo fa. Quello che vediamo potrebbe essere il frutto di fluttuazioni del clima accentuato dal Global Warming. Ed è per questo che ogni variazione degli indici del clima che generano le fluttuazioni climatiche, vanno prese in considerazione per capire cosa potrebbe succedere nel futuro. Ma sono solo ipotesi, come anche quelle delle previsioni stagionali dei maggiori Centri Meteo Mondiali.

 

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Dopo tre anni di una La Niña potente ed interminabile, il NOAA comunica che ci sono segnali di un cambiamento molto importante nell’Oceano Pacifico centrale. Le temperature superficiali oceaniche stanno invertendo la rotta e l’indice SOI ha finalmente raggiunto valori negativi. Questo è un indicatore dello sviluppo del fenomeno opposto alla Niña: El Niño.

Al fine di meglio intenderci nello scopo di questo articolo, riportiamo anche ampie note di climatologia italiana, in questo caso dei regimi pluviometrici principali.

 

Regime pluviometrico Val Padana

Il regime pluviometrico della Val Padana è caratterizzato da una distribuzione non uniforme delle precipitazioni, sia in termini di quantità che di stagionalità. In generale, la Val Padana riceve una quantità moderata di precipitazioni annue, che varia tra 600 e 1000 millimetri. La distribuzione delle precipitazioni è influenzata dalla vicinanza delle montagne, laghi ed in qualche misura dalla presenza di fiumi, come il Po.

Le precipitazioni nella Val Padana sono più abbondanti nella stagione autunnale, in particolare tra ottobre e novembre, quando le perturbazioni atlantiche si spostano verso l’Europa meridionale, portando piogge più intense. Anche la primavera, tra aprile e maggio, è solitamente un periodo abbastanza piovoso.

Durante l’estate, le precipitazioni nella Val Padana tendono a diminuire, e il clima diventa più caldo e umido. Tuttavia, possono verificarsi temporali localizzati, spesso brevi ma intensi, causati dal riscaldamento diurno e dalla convezione atmosferica. Questi temporali estivi sono più frequenti nelle zone vicino alle montagne, dove l’aria calda e umida può essere sollevata più facilmente, favorendo la formazione di nubi temporalesche. L’inverno è generalmente la stagione meno piovosa nella Val Padana.

 

Regime pluviometrico delle Alpi, versante italiano

Le Alpi italiane presentano un regime pluviometrico complesso e variabile, influenzato dalla loro morfologia, altitudine e posizione geografica. Le precipitazioni nelle Alpi italiane possono variare notevolmente da una regione all’altra e anche all’interno di una stessa regione, a causa delle diverse esposizioni e della presenza di valli e catene montuose.

In generale, le Alpi italiane ricevono una quantità significativa di precipitazioni annue, che può variare tra 1000 e 2500 millimetri o anche di più in alcune aree, soprattutto la Carnia e alcune aree delle Prealpi della Lombardia. Le precipitazioni sono più abbondanti sul versante meridionale delle Alpi, dove l’influenza dell’umidità proveniente dal Mar Mediterraneo è maggiore.

Il regime pluviometrico delle Alpi italiane presenta una marcata stagionalità. Durante l’autunno e la primavera, le precipitazioni sono frequenti e abbondanti, a causa delle perturbazioni atlantiche che si spostano verso l’Europa meridionale. Questi periodi sono caratterizzati da piogge persistenti e talvolta intense, soprattutto sul versante meridionale delle Alpi.

In inverno, le precipitazioni nelle Alpi italiane cadono prevalentemente sotto forma di neve a causa delle basse temperature tipiche della stagione. L’accumulo di neve è particolarmente importante nelle regioni alpine più elevate, dove può superare diversi metri di spessore. Le nevicate sono cruciali per l’approvvigionamento idrico delle regioni alpine e delle pianure circostanti.

Durante l’estate, le precipitazioni nelle Alpi italiane tendono a diminuire in durata, ma si verificano spesso temporali pomeridiani e serali, causati dal riscaldamento diurno e dalla convezione atmosferica. Questi temporali possono essere localizzati e intensi, con possibili grandinate e forti raffiche di vento. In generale, la quantità di pioggia che cade nella regione alpina d’estate, nel totale è superiore rispetto alle altre stagioni dell’anno.

 

Regime pluviometrico mediterraneo

Il regime pluviometrico mediterraneo è caratteristico delle regioni che circondano il Mar Mediterraneo, inclusa la Penisola italiana, la Sardegna, la Sicilia e le isole minori. Questo regime interessa parti dell’Europa meridionale, del Nord Africa e del Medio Oriente. Tale regime pluviometrico è detto mediterraneo. La distribuzione delle precipitazioni nel regime pluviometrico mediterraneo è altamente stagionale e varia a seconda della posizione geografica e delle caratteristiche locali.

Le precipitazioni nel regime pluviometrico mediterraneo sono più abbondanti durante i mesi autunnali e invernali, quando le perturbazioni provenienti dall’Atlantico raggiungono la regione mediterranea e portano con sé piogge frequenti e a volte intense. Durante questo periodo, le precipitazioni possono variare tra 400 e 1000 millimetri a seconda della località, con le aree costiere e montuose che ricevono generalmente la maggior parte delle precipitazioni.

La primavera è un periodo di transizione nel regime pluviometrico mediterraneo, con una graduale diminuzione delle precipitazioni all’avvicinarsi dell’estate. Le piogge primaverili sono generalmente meno intense e meno frequenti rispetto a quelle invernali, ma possono ancora contribuire a una parte significativa del totale annuo delle precipitazioni.

L’estate è la stagione più secca nel regime pluviometrico mediterraneo, con poche precipitazioni e lunghi periodi di siccità. Le temperature elevate e l’alta pressione atmosferica inibiscono la formazione di nuvole e piogge, il che porta a un marcato calo delle precipitazioni in questa stagione. Tuttavia, temporali brevi e localizzati possono verificarsi, soprattutto nelle aree interne e montuose.

In sintesi, il regime pluviometrico mediterraneo è caratterizzato da una quasi totale assenza di precipitazioni estive.

 

Indice dell’Oscillazione Meridionale (SOI)

Cos’è l’indice SOI e come si calcola

L’indice SOI, o Southern Oscillation Index (Indice dell’Oscillazione Meridionale), è una misura della differenza di pressione atmosferica tra l’Oceano Pacifico occidentale e orientale. Esso è utilizzato per monitorare e prevedere le variazioni del sistema climatico El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che è caratterizzato dall’alternanza tra i fenomeni El Niño e La Niña.

L’indice SOI viene calcolato come la differenza normalizzata di pressione tra Tahiti, nella Polinesia francese, e Darwin, in Australia. Un valore SOI positivo indica una pressione atmosferica più alta a Tahiti rispetto a Darwin, il che è associato alle condizioni di La Niña. Al contrario, un valore SOI negativo indica una pressione atmosferica più bassa a Tahiti rispetto a Darwin, il che è associato alle condizioni di El Niño.

 

Impatto di El Niño e La Niña sul clima globale

Le condizioni di El Niño e La Niña hanno un impatto significativo sul clima globale, influenzando le temperature, le precipitazioni e gli eventi meteorologici estremi in varie parti del mondo. Pertanto, monitorare l’indice SOI è importante per comprendere e prevedere le variazioni climatiche e i loro effetti su scala globale.

 

Effetti sulla siccità in Italia e nel Mondo

La Niña è stata imputata di aver creato forti anomalie climatiche in varie zone del globo, tra cui la siccità che è persistente da circa due anni sull’Italia, ma anche su varie Nazioni dell’Europa Occidentale (Spagna, Francia, Germania, ma anche altre aree). Se vi sarà una vera e propria inversione di tendenza riguardo alle precipitazioni lo vedremo nei prossimi mesi, anche se c’è da dire che difficilmente il gap potrà essere colmato nel corso della stagione estiva mediterranea che vede una fortissima contrazione delle piogge ad eccezione dell’area alpina e prealpina dove si manifesta il picco massimo annuale. Ma nelle Alpi e parte del Nord, se la tendenza dovesse cambiare, potrebbero verificarsi piogge copiose estremamente benefiche, che salverebbero la stagione dei raccolti, sempre che non si accompagni ad un accestiva serie di grandinate o violente raffiche di vento che sono tipiche dei temporali.

 

Cambiamenti climatici e fenomeni meteorologici estremi

È fondamentale sottolineare che gli effetti di El Niño sono imprevedibili e potrebbero variare da una regione all’altra del globo. Inoltre, è importante ricordare che il cambiamento climatico sta avendo un impatto importante sulla frequenza e l’intensità dei fenomeni meteorologici estremi in tutto il mondo, indipendentemente dalla presenza di El Niño o La Niña. D’altronde non è stata spiegata, se non con varie contrastanti ipotesi, la causa del prevalere di alte pressioni nordafricane durante le ultime stagioni estive, le quali poi sono causa di temperature molto superiori alla media.

 

Caratteristiche del fenomeno El Niño

El Niño è un fenomeno climatico periodico che coinvolge l’interazione tra l’atmosfera e l’oceano nell’Oceano Pacifico equatoriale. È caratterizzato da un’anomala e prolungata elevazione delle temperature delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico orientale e centrale, che a sua volta influenzano i modelli atmosferici e i regimi meteorologici globali. El Niño fa parte di un fenomeno più ampio conosciuto come El Niño-Southern Oscillation (ENSO), che include anche la fase opposta, chiamata La Niña.

 

La speranza di un ritorno alla normalità e l’importanza della North Atlantic Oscillation (NAO)

Al momento, le speranze di un ritorno alla normalità della siccità storica che interessa soprattutto il Nord Italia, sono relegate a diversi indici di comportamento del clima. In tale ambito, per noi è fondamentale che l’indice N.A.O., ovvero la North Atlantic Oscillation (Oscillazione Nord-Atlantica), che accentua o riduce la variabilità climatica nell’area dell’Oceano Atlantico settentrionale, sia favorevole, e sospinga le perturbazioni oceaniche verso l’Italia.

 

In sintesi

In conclusione, il ritorno di El Niño è un segnale positivo per la fine della Niña e seguiremo gli sviluppi. Non essendo note le cause della siccità che affligge soprattutto il Nord Italia, può essere di utilità osservare ogni piccolo cambiamento di quelli che sono chiamati indici climatici. Questi non sono utilizzati per fare previsioni meteo, bensì per conoscere linee di tendenza meteo climatiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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