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Smog: chi vive in zone inquinate ha più problemi neurologici! Lo studio inquietante

Davide Santini di Davide Santini
01 Apr 2023 - 10:45
in Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) Le polveri sottili e sottilissime, inalate dai polmoni, trovano rapidamente la via verso i meandri del cervello. Questo fatto inquietante potrebbe spiegare il nesso che si è visto tra inquinamento e aumentato rischio di disturbi neurologici e malattie gravi.

 

 

I dettagli della scoperta

È ciò che emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista PNAS. Il viaggio delle particelle dai polmoni al cervello potrebbe avvenire attraverso il sangue. È questa la triste verità, scoperta da un team internazionale di esperti dell’Università di Birmingham (Inghilterra) e di istituti di ricerca cinesi. Gli scienziati han fatto una scoperta che lascia veramente senza parole e dovrebbe spaventarci molto.

In primo luogo, han trovato diverse particelle fini e super-fini nei fluidi cerebrospinali umani, prelevati da pazienti che avevano sofferto di disturbi cerebrali più o meno seri. Poi hanno analizzato il tutto, tramite avanzate tecniche ricostruttive.

Infine, son giunti alla grave conclusione che l’inquinamento atmosferico è un cocktail di molti componenti tossici. Nella fattispecie, il particolato (PM, in particolare le particelle fini ambientali come PM2,5 e PM0,1) è il più preoccupante in termini di effetti dannosi per la salute, già noto da anni, ma che ora deve spaventare ancora di più.

 

 

Le particelle in questione: arrivano in profondità!

Le particelle ultrafini risultano in grado di sfuggire ai sistemi di protezione dell’organismo, comprese le cellule immunitarie sentinella, le più avanzate del nostro sistema immunitario. Recenti studi multi-settore hanno rivelato un forte legame tra alti livelli di inquinamento atmosferico e una marcata neuro-infiammazione.

In particolare, si è visto che cambiamenti simili all’Alzheimer e problemi cognitivi negli anziani son legati ad alti tassi di micro particelle nel sangue.

 

 

Rimangono a lungo dentro di noi

Inoltre, si è visto che, una volta penetrate a fondo nell’encefalo, le particelle risultano assai difficili da eliminare e incideranno maggiormente nei vari organi. I dati parlano chiaro. Un numero fino a otto volte superiore di particelle fini può raggiungere il cervello viaggiando dai polmoni, attraverso il flusso sanguigno, piuttosto che passando direttamente dal naso!

Ecco perché chi vive in zone altamente inquinate è sicuramente a rischio persino di malattie neurolettiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: inquinamentosmog
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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