
(METEOGIORNALE.IT) Lo smog è una delle principali cause di cattiva salute in tutto il mondo, in particolari nelle gigantesche megalopoli dei Paesi in via di Sviluppo. Angad Daryani, un inventore indiano, però, spera di rendere più facile la respirazione rimuovendo la fuliggine dall’aria… semplicemente riciclandola.
L’India è uno dei maggiori produttori di gas serra, le megalopoli sono avvolte perennemente da un’incredibile cappa di smog. In Europa simili livelli sarebbero considerati pericolosi per la salute umana e l’ambiente naturale.
I vari inquinanti e il famigerato PM2.5
L’India ha il peggior inquinamento atmosferico del mondo. Basti pensare che l’aria tossica uccide più di un milione di persone ogni anno, a causa di livelli pericolosamente alti di PM2.5 (particolato ultra fine). Questi inquinanti sono stati collegati a malattie polmonari e cardiache, e compromettono le funzioni cognitive e il sistema immunitario.
Daryani fa parte di un numero crescente di imprenditori che sperano di ripulire i cieli dell’India. La sua soluzione è catturare la fuliggine e altre particelle inquinanti in alcuni contenitori. Ma non è finita qui: vuole trasformarle in qualcosa di utile!
Inquinamento e tasso di povertà
Daryani spera anche di rendere disponibile la tecnologia al di fuori dell’India. Il problema però è pure etico. Sono i poveri a lavorare nelle fabbriche, a costruire strade e infrastrutture e a prendere mezzi pubblici per andare a lavorare. Vivono e lavorano negli ambienti più inquinati.
Secondo un recente studio, le famiglie a basso reddito in India corrono un rischio maggiore di morire a causa dell’inquinamento atmosferico, nonostante non lo producano da sole. Quindi anche qui emerge una sorta di pericolosa disparità sociale.
Progetti futuri
Daryani ha anche iniziato a progettare un nuovo dispositivo in grado di catturare l’anidride carbonica nella speranza che possa iniziare a rimuovere i gas serra dall’aria.
Ha già ricevuto interesse da Stati Uniti ed Europa, entrambi impegnati a ridurre le proprie emissioni a zero entro il 2050. Se così fosse, sarebbe l’inizio di un ciclo di imprenditori interessati a combattere l’inquinamento locale delle città. (METEOGIORNALE.IT)
