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Meteo “Gelido del The Day After Tomorrow”, quando davvero si bloccò la Corrente del Golfo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
09 Apr 2023 - 16:15
in Ad Premiere
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La locandina del film The Day After Tomorrow. La rapida glaciazione.
La locandina del film The Day After Tomorrow. La rapida glaciazione.

(METEOGIORNALE.IT) La Corrente del Golfo, fondamentale per il clima dell’Europa alle latitudini più settentrionali, non è mai stata così debole in 1.600 anni e potrebbe ulteriormente affievolirsi a causa dei cambiamenti climatici innescati dall’uomo.

Acque in movimento

Le condizioni favorevoli alla sopravvivenza umana nelle regioni più settentrionali del Nord Europa sono dovute al capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC), un grande sistema di correnti oceaniche che trasporta l’acqua calda dei Tropici verso il nord Atlantico, incluso il sistema della Corrente del Golfo.

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L’indebolimento della Corrente del Golfo

L’acqua dolce proveniente dalle piogge in eccesso e soprattutto dai ghiacci che si sciolgono a causa delle alte temperature disturba il processo dell’AMOC alterando la salinità dei mari. Uno studio del 2018 aveva già evidenziato un indebolimento del 15% della corrente dalla metà del 20esimo secolo. Tuttavia, il nuovo lavoro del Potsdam Institute for Climate Impact Research ha scoperto che mai prima d’ora la circolazione era stata così “fiacca”.

The Day After Tomorrow: il film tra fantascienza o realtà

Il film “The Day After Tomorrow” descrive la catastrofe innescata da un improvviso blocco della Corrente del Golfo. In realtà, l’idea nasce da eventi che si sono verificati nel lontano passato, anche se alcuni fenomeni descritti nel film sono in contrasto con la fisica dell’atmosfera.

L’ultima grande glaciazione fu il Dryas Superiore

Circa 12.000 anni fa, le temperature tornarono a salire e il ghiaccio si sciolse, decretando la fine dell’ultima Grande Glaciazione. Tuttavia, circa 11.000 anni fa, la Terra andò incontro a un nuovo intenso raffreddamento inverno e Nord Europa e Nord America piombarono in un clima tipicamente glaciale, noto come Dryas Superiore. Questo evento fu causato dal blocco del nastro trasportatore atlantico, un sistema di correnti che coinvolge la Corrente del Golfo.

Conseguenze di un blocco dell’AMOC

Se continueremo a seguire gli attuali livelli di crescita del riscaldamento globale, la corrente potrebbe ridurre la sua forza anche di oltre il 45% entro la fine del secolo. A quel punto saremmo molto vicini a un arresto irrevocabile. Oltre a “congelare l’Europa”, un blocco dell’AMOC farebbe accelerare l’aumento del livello del mare lungo la costa atlantica americana.

Il film The Day After Tomorrow ci dovrebbe far riflettere sui cambiamenti climatici, e di quando davvero si bloccò la Corrente del Golfo, per le possibili conseguenze del riscaldamento globale, del raffreddamento dell’inverno che graverebbe con costi ingenti e alterazioni di habitat e agricoltura in Europa.

 

L’importanza della prevenzione ambientale

Per evitare scenari catastrofici, oltre che per proteggere l’ecosistema marino, è essenziale adottare misure di prevenzione e politiche ambientali che vedano la riduzione delle emissioni di gas serra, e la promozione di energie rinnovabili.

Impatti sul meteo e sulla vita quotidiana

Un indebolimento o un blocco della Corrente del Golfo potrebbe avere effetti drastici sul meteo delle regioni settentrionali dell’Europa e del Nord America, causando un aumento degli inverni rigidi e un generale raffreddamento del clima. Queste variazioni climatiche avrebbero un impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone, influenzando l’agricoltura, le infrastrutture e la disponibilità di risorse naturali. Anche la navigazione subirebbe dei cambiamenti, come la pesca. I porti del Nord Europa sono liberi dai ghiaccio perché c’è la Corrente del Golfo, senza di essa, gelerebbero.

 

Monitoraggio

Monitorare l’andamento della Corrente del Golfo e degli altri sistemi climatici, parlarne, non vuol dire che la catastrofe è imminente. Per fare un esempio: il monitoraggio dei vulcani, delle faglie telluriche ha una finalità che è quella di fare prevenzione. Così lo è anche quella di comprendere gli effetti dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta. Studi come quello condotto dal Potsdam Institute for Climate Impact Research forniscono informazioni preziose che possono aiutare i governi e le organizzazioni ad adottare decisioni informate. In questa fase del nostro tempo viviamo già gli effetti del meteo estremo che spesso viene paragonato ad una catastrofe, ma qui parliamo di fenomeni che avrebbero un maggiore impatto. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cambiamenti climaticiCorrente del Golfoenergie rinnovabiliinverni rigidipolitiche ambientaliraffreddamento invernoricerca scientificariscaldamento globalesistema climaticothe day after tomorrow
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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