(METEOGIORNALE.IT) I cambiamenti climatici interessano anche il Nord Est italiano, ma, almeno per quanto riguarda le località di pianura, non vengono intercettati proiettando la classificazione dei climi di Köppen ai vari trentenni climatici di riferimento, in quanto tutte le località appartengono e appartenevano anche in passato il tipo di clima Cfa (temperato umido con estate calda).
Tuttavia, salendo verso la collina e poi la montagna, si palesano i cambiamenti, con il tipo Cfa che si estende fino alla fascia pedemontana e, sulle cime dell’Appennino, il tipo Cfc (temperato) che prende il posto del Dfc (Boreale). Ma vediamo nel dettaglio le varie località.

Bologna: clima Cfa, temperato con estate umida e temperatura del mese più caldo oltre +22°C
Il capoluogo emiliano ha il tipico clima che nella classificazione di Köppen viene indicato con il codice Cfa, caratterizzato cioè da un inverno il cui mese più freddo ha una temperatura maggiore di -3°C, quello più caldo da una maggiore di +22°C e con un regime delle precipitazioni senza il minimo estivo.
Il riscaldamento climatico è ben avvertito anche a Bologna, ma non è avvertibile attraverso la classificazione climatica di Köppen perché il tipo Cfb (estate fresca) è distante a livello di temperature e lo era già nei trentenni di metà ‘900 (la temperatura del mese più caldo era già di circa +24°C) e il tipo Csa (mediterraneo) è distante a causa del regime delle precipitazioni che dispone di due massimi, uno in primavera e l’altro in autunno e di due minimi relativi in inverno ed estate.
Verona: clima Cfa
Le considerazioni fatte per Bologna valgono anche per Verona. Sebbene leggermente meno calda di Bologna durante l’estate, anche Verona rientrava già a metà ‘900 nel tipo di clima Cfa e non si vede possibilità, nemmeno negli anni più recenti, che possa passare al tipo Csa a causa di un regime delle precipitazioni non consono.
Ciò che distingue il clima Cfa (temperato oceanico) da quello Csa (mediterraneo) non è, infatti, la temperatura, ma la presenza di un minimo pluviometrico estivo (meno di 40 mm per il mese più secco) e di un mese invernale con almeno il triplo delle precipitazioni del più secco estivo. Caratteristiche molto distanti, tuttora, dal clima della Pianura Padana Orientale e Veneta.
Al clima Cfa appartengono, pienamente, anche le altre città di pianura emiliano-romagnole e venete, come Ferrara, Forlì, Padova, Rovigo, Padova, Treviso, Vicenza; e anche quelle friulane come Pordenone e Udine.
Aviano: clima Cfa (era Cfb)
I dati di Aviano, nell’alta pianura friulana, mostrano che oggi questa zona si trova abbondantemente all’interno del tipo di clima Cfa, con una temperatura media del mese più caldo di +23,6°C, ma fino al trentennio 1951-80 era ancora in bilico tra Cfb e Cfa, a causa della temperatura media del mese più caldo di +21,9°C.
Rimini, Venezia e Trieste: clima Cfa
Anche le città marittime del Nord-Est entrano appieno nel tipo di clima Cfa, ma con una differenza, almeno per quanto riguarda Rimini e Venezia, rispetto a quelle continentali: la presenza di un’estate meno calda a causa della mitigazione marittima, avvicinava fino a qualche decennio fa il clima di questa zona al tipo Cfb. Con il riscaldamento climatico in atto, l’appartanenza al tipo Cfa è più netta, con il mese più caldo che da poco più di +22°C è passato a oltre +23°C.
Monte Cimone: clima Dfc, tendenza a Cfc
Ai 2165 metri del Monte Cimone, nell’Appennino Settentrionale, torniamo ad analizzare un’area geografica che rischia la transizione da una categoria climatica a un’altra. Secondo i dati registrati in tutti i trentenni disponibili, dal 1951-80 al 1991-2020, il Monte Cimone appartiene alla categoria Dfc, vale a dire a un clima boreale umido con temperatura del mese più freddo inferiore a -3°C e da 1 a 3 mesi con temperatura maggiore di +10°C.
Tuttavia, analizzando soltanto i dati dell’ultimo decennio, la temperatura del mese più freddo risulta maggiore di -3°C e questo porta Monte Cimone al cambio di gruppo, da clima boreale a temperato. Dieci anni sono un periodo troppo esiguo per considerare completata la transizione ad un nuovo gruppo climatico, ma la tendenza è indicata.
A quote confrontabili (vedi esempio del Monte Paganella), mentre sulle Alpi vi è stata la transizione dal tipo di clima Et al tipo Dfc (dal nivale al boreale), in Appennino Settentrionale è in corso quella dal tipo Dfc al tipo Cfc (dal boreale al temperato).
Il prossimo articolo ci porterà al Centro Italia. (METEOGIORNALE.IT)
