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Plastica nell’Artico: i segni di un Disastro Ambientale. Lo studio

Davide Santini di Davide Santini
10 Mar 2023 - 09:30
in Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) Un disastro ambientale: la plastica nell’Artico. Un progetto coordinato da un team di ricerca dall’Alfred Wegener Institute, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (AWI) ha raccolto e analizzato i frammenti di plastica presenti sulle coste delle Svalbard. Siamo in pieno Oceano Artico, e il loro obiettivo era quello di comprenderne la provenienza.

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I dati allarmanti

Negli ultimi cinque anni le crociere dirette verso l’estremo nord hanno visto la partecipazione di cittadini impegnati nel recupero di detriti. Come c’era da aspettarsi, i pezzettini provenivano da tutto il mondo, ma principalmente dai Paesi con economie più sviluppate.

L’analisi delle etichette o delle impronte ha dimostrato l’origine europea di un terzo del materiale collezionato, con una netta prevalenza di particelle provenienti dalla Germania. Le attività sono state realizzate in collaborazione con le aziende che si occupano dei viaggi in Artico.

Nel periodo compreso dal 2016 al 2021 hanno dato ai turisti la possibilità di partecipare raccogliendo e registrando detriti di plastica: 23 mila i campioni raccolti, per un peso complessivo di 1.620 chilogrammi, oltre una tonnellata e mezzo!

 

 

Da dove viene

L’80% del materiale raccolto era costituito da frammenti di plastica. Lo ha detto Natalie Meyer, la ricercatrice AWI nonchè autrice del report. In molti casi le condizioni erano compromesse al punto da non poter riconoscerne la provenienza, ma nell’1% dei casi l’origine era sicuramente riferibile ai paesi artici, in particolare Russia e Norvegia

I partecipanti al progetto hanno collezionato reperti dalle origini più disparate, dal Brasile alla Cina agli USA, ma anche l’Europa con l’8% delle particelle derivanti direttamente dalla Germania. Nonostante ci sia il luogo comune (in parte vero) che sia la regione più “green” europea, non è esente da colpe in merito di inquinamento plastico.

 

 

I risultati

La Bergmann, intervistata dall’agenzia ANSA, ha sottolineato come solo politiche globali di riduzione della produzione di plastica può rimediare all’inquinamento dei nostri mari. In seconda istanza, maggiori controlli nei paesi in via di sviluppo, spesso molto arretrati in quanto a coscienza ambientale. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: inquinamento da plasticaplasticaplastica in mare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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