
(METEOGIORNALE.IT) Stanno procedendo dei nuovi studi di “geoingegneria” climatica, allo scopo di ridurre il riscaldamento globale ed i suoi effetti.
Un primo suggerimento, che potrebbe essere fatto fin da subito, consiste nell’immettere in Stratosfera delle particelle polverizzate di SO2, goccioline che sono in grado di riflettere verso l’esterno la radiazione solare, attenuando quella incidente allo stesso modo in cui funzionano le particelle solforiche immesse in atmosfera dalle grandi eruzioni vulcaniche.
Si tratta di un metodo fattibile già da adesso, ma le cui fasi sperimentali sono state al momento fermate, in quanto si rischierebbero problemi con i cambiamenti del regime delle piogge su alcune zone, nonché il rischio di piogge acide, ci sono al proposito delle polemiche tra gli studiosi su questo argomento.
E allora si è pensato ad un altro modo per “oscurare” il Sole.
Si tratterebbe di lanciare delle particelle di polveri dalla Luna in direzione del punto “Lagrange 1”, uno dei punti in cui l’attrazione del Sole e della Terra si annullano vicendevolmente consentendo a tali polveri di restare stazionarie in loco.
Si può pensare ad una piattaforma stazionante nel punto L1, che liberi queste polveri, o che vengano “sparate” dalla Luna, in quanto la minore gravità rispetto alla Terra consentirebbe notevoli risparmi di carburante, nonché una grande quantità di polvere presente sul suolo lunare.
Per consentire un’attenuazione della radiazione solare dell’1,8%, corrispondete a sei giorni l’anno di Sole oscurato, occorrerebbero 1010 chilogrammi di polveri soffici, ad alta porosità, stazionanti all’interno del punto Lagrange 1.
E per quello che riguarda la salute dei nostri ghiacciai?
Un primo esperimento di salvaguardia (anche qui tra molte polemiche) è stato quello della “copertura” con teli riflettenti la radiazione solare durante la stagione estiva, è stato fatto al ghiacciaio del Presena in Trentino, con buoni risultati dal punto di vista della conservazione della neve invernale.
Un secondo studi di fattibilità è stato fatto con l’arrivo della neve artificiale sparata durante la stagione fredda sui ghiacciai.
Meglio sarebbe durante le stagioni intermedie, quando le temperature sono di poco al di sotto dello zero, la neve fa presa sui ghiacciai e non viene dispersa dai forti venti invernali.
L’idea è ottima si è stimato che i ghiacciai potrebbero restare stabili anche nei prossimi 60 anni pur con l’aumento delle temperature, dal punto di vista idrico il bilancio sarebbe nullo, in quanto l’acqua pompata dai laghi viene restituita alle superfici glaciali.
Tuttavia i costi sarebbe davvero grossi, per portare gli impianti ad altezza glaciale, per il trasporto dell’acqua alle alte quote. (METEOGIORNALE.IT)
