
La California è stata colpita da delle nevicate che, possiamo oramai dirlo con certezza, hanno caratteristiche di eccezionalità, anche perché sembrano continuare anche durante i prossimi giorni.
La California presenta quello che viene definito universalmente come “clima mediterraneo”, in quanto presenta una stagione invernale piovosa, caratterizzata da depressioni provenienti dal Pacifico, ed una stagione estiva quasi completamente asciutta in quanto interessata dall’Anticiclone dell’Arizona, con isoterme in quota elevate, ma fresche brezze lungo le coste, in quanto la temperatura del mare è molto bassa.
Negli anni passati le precipitazioni piovose e nevose della stagione invernale non sono state in grado di recuperare il deficit di pioggia della stagione estiva, e la California è stata colpita da una pesante siccità.
La situazione sembra cambiata completamente quest’anno, a causa di un “fiume atmosferico”, correnti in quota occidentali in grado di portare un flusso umido oceanico che ha impattato pesantemente sul settore ovest degli Stati Uniti, scaricando “montagne di neve” fresca sulla catena montuosa alle spalle delle coste californiane.
Nel giro 24 ore, l’ultimo giorno di Febbraio, sono caduti 97 cm di neve sulla stazione sciistica del Lago Tahoe, 91 cm freschi a Soda Springs e sulla Serra Central, e sono solo un anticipo delle precipitazioni che ancora sono previste nei prossimi giorni e addirittura nelle prossime settimane.
Il Central Sierra Snow Lab, ha misurato 132,5 cm in 48 ore, e 277,5 cm in sette giorni, andando quasi ad uguagliare come quantitativi la stagione invernale 2016-17, quando caddero 14,5 metri di neve complessivi.
Lo Yosemite National Park ha superato il proprio vecchio record di nevosità che risaliva a 54 anni orsono.
Nel comprensorio sciistico del Parco di Badger Pass la neve arriva al secondo piano dei rifugi.
I Ranger lavorano continuamente per fare fronte all’eccezionale quantità di neve: nel fondovalle dello Yosemite Park, nella parte più bassa del Parco, si sono misurati 101,6 cm di neve, abbattendo un record che resisteva dal 28 Febbraio 1969, con 91,4 cm.
Il Parco stesso è chiuso a tempo indeterminato, a causa del rischio valanghe: nelle zone più elevate in pochi giorni sono caduti 4-5 metri di neve fresca, rendendo questo rischio altissimo.
La tempesta di neve ha colpito anche i deserti dell’Arizona, insolitamente coperti da un manto candido.
Il 2 Marzo, all’aeroporto di Flagstaff, si sono misurati 79 cm di neve fresca, uno degli eventi nevosi più importanti degli ultimi anni.
La stessa città di Flagstaff ha misurato, nei mesi dal 1 Luglio 2022 al 1 Marzo 2023, 356 cm di neve caduta, fatto che pone questa stagione nevosa al secondo posto di sempre dopo i 391 cm di neve caduti nella stagione 1948-49-