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Meteo che cambia e manto nevoso alpino: studio allarmante dai ricercatori del CNR

Luca Martini di Luca Martini
05 Mar 2023 - 07:45
in Cronaca Meteo
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(METEOGIORNALE.IT) Secondo un recente studio pubblicato su Nature da ricercatori italiani del CNR, il calo del manto nevoso osservato negli ultimi decenni non ha precedenti negli ultimi sei secoli.

Negli ultimi 50 anni, infatti, le Alpi hanno registrato una riduzione del 5,6% per decennio della durata del manto nevoso, con effetti sui processi ambientali e sulle attività socio-economiche di una regione in cui l’economia e la cultura ruotano, in larga misura, intorno all’inverno.

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Secondo questo studio, la durata dell’attuale copertura del manto nevoso è di 36 giorni più breve rispetto alla media a lungo termine.

Il ruolo del manto nevoso

Il manto nevoso è fondamentale sia per regolare i cicli idrologici e sostenere le richieste idriche ambientali e umane a valle, sia perché la neve influisce sul bilancio energetico della superficie terrestre alterando l’albedo e l’emissività.

 

I ghiacciai e lo scioglimento delle nevi offrono un sostanziale approvvigionamento idrico alle aree a valle durante le stagioni secche e calde e le Alpi sono la catena montuosa più importante per l’approvvigionamento idrico d’Europa, con il Danubio, il Reno, il Rodano e il Po che sono i principali bacini idrografici. Il bacino del fiume Po, sul versante meridionale delle Alpi, è considerata la seconda area più sensibile, dopo il bacino del Rodano, considerando l’intersezione tra disponibilità e domanda idrica per scopi agricoli, industriali e domestici.

Questi ambienti montani sono riconosciuti come a rischio dall’attuale crisi climatica e probabilmente dovranno affrontare cambiamenti drammatici in futuro con impatti a cascata non solo nelle zone di alta quota ma anche nelle regioni a valle.

 

Esiste una serie di processi ambientali e attività socio-economiche direttamente connesse con la durata del manto nevoso invernale, che vanno dal turismo invernale e le relative attività ricreative alla produttività di alcune specie dipendenti dalla neve o adattate al freddo.

 

Approccio metodologico dello studio

Lo studio ricostruisce la durata del manto nevoso negli ultimi 6 secoli attraverso l’analisi della larghezza degli anelli di accrescimento presenti nei tronchi degli arbusti di ginepro.

Gli arbusti di ginepro, a differenza degli alberi, non iniziano la fase di crescita fintanto che l’arbusto si trova al di sotto del manto nevoso. Questo attributo, unito alla sua elevata longevità, trasforma la larghezza dell’anello del ginepro comune in un potenziale proxy per il calcolo della durata del manto nevoso nella regione alpina.

 

Le sole osservazioni strumentali in-situ, infatti, per quanto importanti, non sarebbero sufficienti a determinare le dinamiche secolari delle variazioni del manto nevoso, e possono offrire un supporto solo per il calcolo della tendenza degli ultimi decenni. Per questo motivo è necessario l’utilizzo di affidabili dati proxy e la realizzazione di un modello di ricostruzione della durata del manto nevoso.

Tuttavia, le osservazioni strumentali, disponibili dal 1834, sono state fondamentali perché hanno permesso la calibrazione e la verifica di tale modello.

 

Questo tipo di approccio metodologico, cioè l’utilizzo di dati strumentali per calibrare un modello che utilizza dati proxy, ha permesso la ricostruzione della durata del manto nevoso anno per anno per il periodo compreso tra il 1400 e il 2018 nella zona della Val Ventina nelle Alpi Centrali a una quota tra 2100 e 2400 metri sul livello del mare.

 

Queste sono le importanti premesse. Il dettaglio dei risultati dello studio è disponibile al  seguente link.

 

 

Per chi volesse approfondire, lo studio integrale “Recent waning snowpack in the Alps is unprecedented in the last six centuries” è reperibile su Nature.com. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpicnrginepromanto nevoso
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Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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