(METEOGIORNALE.IT) L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) ha pubblicato un rapporto sulla valutazione dei danni causati dai cambiamenti climatici considerando due scenari: uno che limita a 1,5°C l’aumento medio delle temperature sulla Terra rispetto all’era preindustriale; l’altro che sposta questa soglia a 2°C.
Nel precedente articolo dedicato a questo rapporto abbiamo trattato dei fenomeni meteo causati dall’aumento delle temperature e dei loro possibili effetti dannosi principalmente sulla popolazione umana. Ma questi non sono gli unici rischi e impatti del riscaldamento climatico.
In questo articolo tratteremo degli impatti sulla biodiversità e sugli ecosistemi.
Perdita di specie ed estinzione
I cambiamenti climatici sono più rapidi rispetto alla capacità di adattamento delle specie viventi. Il rapporto ha studiato 105 mila specie di insetti, piante e vertebrati. Con un riscaldamento di 1,5°C, il 6% degli insetti, l’8% delle piante e il 4% dei vertebrati vedranno la loro area geografica determinata dal clima ridotta di oltre la metà.
Con un riscaldamento di 2°C, questi numeri salgono rispettivamente al 18%, 16% e 8%. Le conseguenze di tali variazioni potrebbero essere considerevoli. Gli insetti impollinatori, come le api, i sirfidi e i moscerini che supportano e mantengono la produttività terrestre, inclusa l’agricoltura per il consumo alimentare umano, possono vivere in aree geografiche significativamente maggiori con un riscaldamento di 1,5°C rispetto a un riscaldamento di 2°C.

Incendi, condizioni meteorologiche estreme, specie invasive
Il rapporto rileva che i rischi derivanti da incendi boschivi, eventi meteorologici estremi e specie invasive sono più elevati a 2 gradi di riscaldamento rispetto a 1,5 gradi di riscaldamento.
Modifica del Bioma
Il rapporto prevede che interi ecosistemi si trasformeranno, con circa il 13% delle aree terrestri che si prevede vedranno i loro ecosistemi spostarsi da un tipo di bioma a un altro a 2°C di riscaldamento, circa il 50% in più rispetto a 1,5°C di riscaldamento.
Nel bioma mediterraneo, si prevede che la vegetazione desertica e arida si espanderà al di sopra di 1,5°C di riscaldamento. La tundra e le foreste boreali alle alte latitudini della Terra sono particolarmente a rischio di degrado e perdita, con probabili spostamenti del bioma nell’Artico e nelle regioni alpine. Limitare il riscaldamento a 1,5°C invece di 2°C dovrebbe impedire lo scongelamento di 1,5-2,5 milioni di chilometri quadrati di terreno ghiacciato nel sottosuolo (permafrost), riducendo la loro perdita irreversibile di carbonio immagazzinato.
Foreste pluviali e foreste boreali
Secondo il rapporto, un riscaldamento da 1,5 a 2°C porterà a una riduzione della biomassa della foresta pluviale e aumenterà la deforestazione e gli incendi. Gli alberi ai confini meridionali delle foreste boreali moriranno.
I cambiamenti agli ecosistemi e alla biodiversità non riguardano solo le terre emerse ma anche gli oceani. Ma questo aspetto lo tratteremo in un altro articolo.
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