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      Home » METEO: Torna El Niño dopo tre anni. Stop siccità Italia
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      METEO: Torna El Niño dopo tre anni. Stop siccità Italia

      Tre anni di dominio della Nina potrebbero avere determinato la siccità in Italia

      Stefano Ferrari
      Stefano Ferrari
      Pubblicato: 21/03/2023
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      3 Min Lettura
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      Ci sono segnali di un cambiamento molto importante nell’Oceano Pacifico centrale. Dopo tre anni di una Nina potente ed interminabile, adesso le temperature superficiali oceaniche stanno invertendo la rotta.

       

      I primi segnali si erano visti a Febbraio, con una inversione degli Alisei, i venti costanti che soffiano alle latitudini tropicali oceaniche.  Essi avevano favorito, soffiando da est, un’azione di “upwelling” delle acque più fredde e profonde oceaniche in risalita verso la superficie, raffreddando la zona del Pacifico centro occidentale e le coste Peruviane, e determinando i fenomeni tipici della Nina. Ovverosia siccità perdurante sulle coste e zone interne peruviane, alluvioni in Australia orientale ed Indonesia. Sono queste le zone più esposte al fenomeno della Nina, e del suo opposto, il Nino.

      Tra questi effetti, anche la siccità perdurante per ben tre anni sulla California, che si è interrotta proprio durante quest’Inverno, altro “segnale” di un cambiamento profondo sul Pacifico Equatoriale. Infine un altro indice importantissimo per la regolazione delle due fasi alternate è quello SOI (Southern Index Oscillation), che ha subìto un cambiamento negli ultimi giorni dopo ben tre anni di stazionarietà. Tale indice è sceso al di sotto dello zero, nella media degli ultimi 30 giorni, per la prima volta dal Giugno 2021.

       

      In realtà ha iniziato a mostrare oscillazioni positive già dal Gennaio 2020, per poi diventare stabilmente positivo durante l’Estate dello stesso anno, restando poi su valori al di sopra dello zero ininterrottamente dal Luglio 2021. L’indice SOI è costituito dalla differenza di pressione atmosferica tra Darwin, la capitale dei Territori del Nord dell’Australia, e l’Isola di Tahiti. Col SOI positivo, la pressione a Tahiti risulta superiore rispetto a quella registrata a Darwin, i venti soffiano forti orientali sul Pacifico Centrale determinando il fenomeno della Nina, e si registrano precipitazioni superiori alla norma sull’Australia orientale e settentrionale (colpita, in questi anni, da frequenti alluvioni).

      Col SOI negativo la situazione si inverte, si sviluppa il Nino e le alluvioni colpiscono le coste peruviane.

       

      Quindi il valore finalmente negativo dell’indice SOI, dopo ben tre anni, è un indicatore dello sviluppo del fenomeno opposto alla Nina.

      La quale Nina è “accusata” di aver creato le forti anomalie climatiche registrate in varie zone del globo, tra le quali è da considerare forse anche la siccità che è persistente da circa tre anni sull’Italia ma anche su varie Nazioni dell’Europa Occidentale.

       

      Se vi sarà una vera e propria inversione di tendenza riguardo alle precipitazioni lo vedremo nei prossimi mesi, anche se c’è da dire che difficilmente il gap potrà essere colmato nel corso della stagione estiva mediterranea.

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      TAG:freddoNinaninoSOI
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