
(METEOGIORNALE.IT) Ormai è stabilito e non si torna indietro, le Olimpiadi invernali saranno in Italia ad iniziare da venerdì 6 febbraio 2026 e sino a domenica 22 febbraio. Milano Cortina 2026 rischia di essere uno degli ultimi eventi olimpici invernali alpini, e forse in Italia. Tuttavia, la neve nelle piste italiane c’è nonostante l’infausto inverno.
L’Italia sarà in grado di offrire un servizio di alto livello. Ma nel 2030, le prossime olimpiadi dove si faranno? Pare che ci sia un tentennamento nella decisione, e l’assegnazione avverrà entro fine 2023. Le cause sono i cambiamenti climatici.
Mentre i modelli matematici sul clima diventano sempre più imprevedibili di fronte al cambiamento climatico, le Olimpiadi invernali e le Paralimpiadi affrontano un enigma crescente: chi potrà ospitarle in un Pianeta che diventa sempre più caldo?
Il CIO ha evidenziato che le Olimpiadi invernali di Pechino si sono svolte quasi interamente su neve artificiale, e sta ritardando la selezione la scelta per il 2030, affermando di voler esaminare più da vicino l’impatto del cambiamento climatico sugli inverni.
Il Giappone si va avanti forte della sua isola del nord che viene quasi costantemente investita dai freddi venti che vengono dalla Siberia, i quali si caricano di umidità nel braccio di mare che la divide con la Russia, e vi scaraventano enormi quantità di neve ogni anno, senza alcun anno senza. Per altro, le nevicate sono aumentate di frequenza e intensità, con persino uragani di neve come avvenuto quest’anno.
La nevosa Sapporo ha avere un vantaggio rispetto alla maggior parte del resto del Mondo, avendo ospitato le Olimpiadi nel 1972, e le credenziali del Giappone. Ma soprattutto, ha la neve di qualità e naturale.
Sapporo, che si candida a ospitare le Olimpiadi del 2030, sta spingendo per uno studio che suggerisca l’impatto del cambiamento climatico a lungo termine. L’intendo è portare quasi permanentemente le Olimpiadi nella capitale dell’isola di Hokkaido, con base a Sapporo, in quanto sarà una delle poche città che avrà ancora le condizioni ideali per gli sport invernali tra le sedi olimpiche del passato.
Altre candidate, pare che per il 2030 tentennino, valutando il 2034, mentre Sapporo sarebbe pronta. Ma i cittadini non sono d’accordo, infatti, se altrove la neve manca, a Sapporo sta diventando un problema.
I residenti di Sapporo sono sempre più contrari alla candidatura per il 2030 per ragioni legate al cambiamento climatico. Il clima invernale sta determinando nevicate sempre più abbondanti nel nord del Giappone, e impone grossi costi per la pulizia di strade, ferrovie e aeroporti. Lo scorso anno, le tempeste di neve hanno bloccato treni e aeroporti e reso insidiose le condizioni stradali. I cittadini sostengono che piuttosto che fare offerte per le Olimpiadi del 2030, sarebbe opportuno utilizzare i soldi per migliorare il servizio di rimozione della neve.
Insomma, mentre ovunque, le stazioni sciistiche mondiali lamentano per le imprevedibili condizioni meteo invernali, a Sapporo succede tutto il contrario. Ma c’è chi non le vuole.
Nel preparare il dossier per la candidatura alle Olimpiadi invernali e alle Paralimpiadi del 2030, però Sapporo ha pubblicizzato i risultati di uno studio del 2018 condotto da esperti di cambiamenti climatici presso l’Università canadese di Waterloo, indicando l’impatto del riscaldamento globale che si avrà nel futuro in 21 delle località di passate Olimpiadi invernali. Gli esperti hanno stimato che solo 8 località, Sapporo inclusa, potrebbero ancora avere condizioni meteorologiche invernali affidabili entro il 2050. Il dossier 2018 nel 2022 è stato fornito di notizie aggiornate che penalizzano ancor più le altre concorrenti.
In Italia, Francia, Svizzera e Austria, come anche Croazia, le Alpi verrebbero escluse per l’imprevedibilità delle nevicate.
Entro la metà del secolo, solo Lake Placid nello Stato di New York, Oslo con Lillehammer in Norvegia e Sapporo in Giappone sarebbero in grado di ospitare, secondo lo studio le Olimpiadi invernali, ma nel 2080, rimarrebbe solo Sapporo.
Nell’ultimo decennio, Sapporo ha visto nevicate annuali comprese tra 300 e 600 centimetri tra ottobre e aprile. Le temperature medie giornaliere nel corso di gennaio e febbraio non hanno mai superato 0°C secondo i dati dell’Agenzia meteorologica risalenti dal 1877.
Ma c’è anche un problema: le Paralimpiadi si tengono a marzo, quando le temperature primaverili stanno diventando inadatte in molte località.



C’è poi anche un problema etico: le Olimpiadi di Pechino hanno visto utilizzare una quantità d’acqua senza precedenti per l’innevamento artificiale. Si parla di ben 2 miliardi di litri di acqua utilizzata, a fronte dei 185 milioni di litri secondo gli organizzatori.
Inoltre, la neve artificiale richiede anche temperature inferiori a 0°C per essere prodotta, e con l’aumento della temperatura, diventa un ostacolo sempre più significativo anche a quote più elevate.
Lo studio meteo climatico ha davvero dello sconcertante, e non si distingue molto dalle previsioni sul clima degli scienziati non interessati alle Olimpiadi. D’altronde, si era contrari alle Olimpiadi in Cina, in quanto il clima della località era notoriamente poco nevoso, seppur gelido. (METEOGIORNALE.IT)
