
(METEOGIORNALE.IT) Incredibile. Ogni anno la stessa storia: raffreddamento stratosferico da record e Vortice Polare indiavolato. Accadde l’anno scorso, lo ricorderete, con effetti meteo climatici dirompenti. Fu l’Inverno peggiore di sempre.
E’ successo ancora e pensate: il raffreddamento stratosferico di quest’anno ha infranto altri record, consegnandoci evidentemente un Vortice Polare ancora più forte. Il cosiddetto “stratcooling”, così come viene definito in gergo tecnico, letteratura vuole che sia in grado di condizionare la troposfera per un lungo periodo. Addirittura fino a 60 giorni, quindi 2 mesi.
Chiaro, quindi, che in molti temessero l’ennesimo Inverno all’insegna dell’Alta Pressione e del caldo anomalo. Invece no, quest’anno c’è un altro record da menzionare: la durata del condizionamento. Siamo arrivati a malapena a un mese di condizionamento, giorno più giorno meno.
Difatti tutti a chiedersi cosa stia succedendo, perché non sta andando come da letteratura e quindi 2 mesi di Alta Pressione con magari qualche piccolo intermezzo perturbato. La risposta dovranno darcela gli esperti in materia, noi dal canto nostro non possiamo far altro che prendere atto del fatto che le prossime settimane potrebbero proporci altri temi di discussione.
Temi di sicuro interesse, perché se il Vortice Polare dovesse passare da una forza spropositata a una rottura sicuramente ci sarebbero gli elementi per delle analisi quanto mai approfondite. Perché si rischierebbe di passare dal peggior Inverno della storia – sulla carta – a uno degli Inverni più freddi degli ultimi anni.
Chiaro, dovremo attendere di ricevere risposte atmosferiche ma quanto sta accadendo ci dovrebbe insegnare – semmai ce ne fosse bisogno – che l’atmosfera fa un po’ quel che vuole. Noi siamo dei semplici osservatori e come tali dovremmo limitarci ad osservarla senza avere la pretesa di prevedere il futuro. Perchè il futuro non si può prevedere, questo è certo. (METEOGIORNALE.IT)
