
(METEOGIORNALE.IT) Se l’Inverno, quello attuale, passerà alla storia meteo lo vedremo. I bilanci verranno fatti alla fine, ora sarebbe prematuro. Prematuro per tutta una serie di motivi.
In primis perché il calendario parla chiaro: c’è tutto febbraio, poi ci sarà marzo. Poi perché le dinamiche atmosferiche lasciano intravedere scenari dalle potenzialità enormi. Scenari che, se alcuni tasselli s’incastrassero al posto giusto, potrebbero catapultare il febbraio 2023 nel bel mezzo del gelo continentale.
Dinamiche, quelle atmosferiche descritte più volte, che rischiano di riverberarsi anche nel mese di marzo. Il Vortice Polare, che sta provando a riprendersi, potrebbe subire un lento lavoro ai fianchi il cui risultato arriverebbe proprio nel primo mese primaverile.
Ma si sa, marzo è pazzerello. Può portarci i primi tepori primaverili, ma può anche incattivirsi ricordandoci che l’Inverno non è finito. E’ un mese estremamente volubile, per questo viene definito pazzerello.
Quest’anno potrebbe esserlo più che mai o chissà, magari assumere connotati prettamente invernali per l’intera sua durata. Esagerazioni? Vedremo. Le esagerazioni, fino a questo momento, sono state altre. Ad esempio il caldo folle di dicembre e dei primi di gennaio. Quelle sì che erano esagerazioni.
Poi ricordiamoci che stiamo parlando di proiezioni, mica di previsioni. Le proiezioni debbono necessariamente subire modifiche – più o meno consistenti – in corso d’opera. Quindi perché non provare a interpretare ciò che dice l’atmosfera. Se ci si sbaglia pazienza, bisogna metterlo in conto. Ma se si osservano attentamente alcune dinamiche è difficile non carpire almeno qualche segnale.
Segnale d’Inverno, segnale di un marzo che potrebbe presentarsi pienamente invernale. Quindi con altre occasioni per il freddo e per la neve a bassissima quota. (METEOGIORNALE.IT)
