Stratwarming: saremo verso un evento di Minor Warming ed effetti meno rilevanti sul Vortice Polare. Ma siamo in ambito previsionale, e ciรฒ mostra svariate conseguenze.
Stiamo seguendo giorno per giorno gli aggiornamenti relativi al fenomeno dello Stratwarming, lโimprovviso riscaldamento della parte alta della nostra atmosfera, che รจ legato alle ondate di freddo piรน intense ed imprevedibili alle basse latitudini.
Lo schema di funzionamento di uno Stratwarming รจ oramai ampiamente conosciuto anche in Italia a partire dal famosissimo fenomeno di riscaldamento avvenuto a fine Dicembre 1985.
Non appena parte unโonda calda improvvisa (generalmente dal comparto siberiano, ma a volte anche dalla Scandinavia o dalla Groenlandia), il Vortice Polare, figura statica al di sopra del Polo Nord ad una altitudine di circa 25-30 mila metri, inizia ad andare in crisi.
Lโaria calda โscalzaโ il Vortice che si allontana dalla sua sede polare, indebolendosi, e โsplittandoโ, cioรจ dividendosi in due parti che se ne vanno generalmente una in direzione del Canada e lโaltra in direzione della Siberia.
In eventi di Major Stratwarming si potrebbe verifica una inversione dei venti in quota, che invece di soffiare da ovest verso est, assumono un andamento opposto, e generalmente il Vortice compie cosรฌ un moto retrogrado dirigendo masse dโaria verso lโEuropa. Questo รจ causa di forti ondate di gelo nel nostro Continente.
Questo รจ quanto รจ accaduto durante lโondata di freddo del 1985, ma anche durante quella piรน recente di fine Febbraio 2018.
E questo avviene, soprattutto, per i fenomeni di riscaldamento piรน intensi, definiti come eventi Major.
Lโevento attuale, inizialmente, sembrava poter seguire lo stesso percorso, mentre in realtร le ultime mappe di previsione mettono in evidenza un evento Minor, ovverosia un riscaldamento in grado di scalzare il Vortice Polare dalla sua sede, ma non in grado di splittarlo (dividerlo in due).
Dalle attuali proiezioni, il Vortice Polare si disporrebbe tra lโIslanda e lโEuropa occidentale, andando ad alimentare quindi la famosa Depressione dโIslanda, che rinforzerebbe nei prossimi giorni.
Dโaltra parte, le previsioni sui venti zonali ad alta quota evidenziano un forte indebolimento dei venti zonali occidentali fino a fine mese, seguite perรฒ da un certo rafforzamento, e quindi non si verificherebbe alcun episodio di inversione dei venti e della circolazione generale.
Non dovrebbe dunque trattarsi di un episodio particolarmente importante, e probabilmente la sua influenza sul tempo delle prossime settimane sarร minima. Pertanto, non ci sono previsioni di ondate di gelo dalla Siberia o Burian, ma ciรฒ lascia la via aperta a irruzioni dโaria polare, stante le continue proiezioni dei modelli matematici, con cicloni di neve dalla Scandinavia verso lโEuropa centro orientale e un anomalo coinvolgimento dellโItalia, dove si potrebbero abbattere severe burrasche invernali, con forti nevicate a quote molto basse.

