La previsione dei Terremoti. Il caso del Giappone nel 1964

La previsione dei Terremoti. Il caso del Giappone nel 1964

Prevedere un sisma vuol dire rispondere in modo sicuro a tre domande: dove (la località precisa coinvolta dal sisma), quando (il tempo, anno e possibilmente mese) e con che intensità avverrà il terremoto. Si tratta quindi di stabilire in modo deterministico tre parametri frutto di un’operazione molto utile, ma purtroppo complessa, in quanto si conosce ancora poco su meccanismi che stanno alla base del fenomeno. Questo, infatti, avviene in profondità, quale conseguenza di movimenti relativi ipotizzati entro la Crosta terrestre e tra la Crosta e il Mantello sottostante e delle modalità di accumulo e scarico dell’energia entro le rocce.

La previsione viene fatta basandosi sui segni precursori, cioè su quei fenomeni che precedono l’evento con tempi molto diversi, da qualche mese a qualche minuto, la cui importanza è molto varia.

Alla base della previsione, sta il semplice argomento che quando una roccia viene sottoposta a sforzo, dapprima si deforma con variazioni nel campo elastico e anelastico e poi si spacca. Tra i segni precursori la manifestazione della deformazione della roccia che avviene durante la prima fase.

I segni precursori si ottengono attraverso numerosi fenomeni che qui si esaminano singolarmente avendo, però, che non sempre sono tutti presenti prima d’ogni evento sismico.

In molti casi il sisma è preceduto da segnali della superficie del suolo. I ricercatori russi sostengono che un ad un lieve rigonfiamento del suolo seguirebbe un terremoto. L’esempio più noto è quello del terremoto (Giappone) del giugno 1964, avvenuto di alta magnitudo. L’area era sotto controllo con livellazioni di precisione sin dal 1898 e dal 1955 al 1959, cioè qualche anno prima del sisma. Ebbene, secondo la letteratura, una lievissima variazione di altezza del suolo precedette il disastroso sisma.

Parliamo del terribile terremoto di Niigata che ebbe magnitudo 7.5.

Il suo epicentro si manifestò ad una cinquantina di chilometri a nord di Niigata, nel Mar del Giappone, non lontano dall’isola di Awa-shima , con ipocentro ad una profondità di 57 chilometri.

La deformazione del fondale marino generò uno tsunami che investì gran parte della costa occidentale di Honshū, raggiungendo oltre 4 metri di altezza a Iwafune, 3 metri sull’isola di Sado e 1,8 metri a Niigata.

All’epoca il Giappone non aveva l’attuale prevenzione antisismica degli edifici, eppure un sisma così intenso, in un’area a forte urbanizzazione, distrusse solo 3.534 edifici e circa 11.000 furono danneggiati.

Il sisma manifestò una liquefazione del suolo. Un terzo della città Niigata si è abbassò di almeno due metri facendo sprofondare gli edifici in cemento anche di diversi metri, mentre altri si ribaltarono su un fianco.