Stiamo per vivere il primo evento meteo di marcato maltempo nel cuore dell’autunno, con un vortice d’aria fredda che impatterà verso le acque del Mar Mediterraneo. Gli effetti saranno esaltati dalle anomalie termiche esagerate verso il caldo che ancora presenta il mare.

Il calore marino ce lo siamo portati appresso come eredità dell’estate 2022 rovente, la più calda in assoluto subito dietro a quella del 2003. In alcuni frangenti dell’Estate le termiche marine hanno raggiunto punte sensazionali di 30 gradi ed oltre.
Le anomalie termiche del mare si sono poi leggermente ridimensionate con le prime irruzioni fresche della seconda parte di Settembre, quando parte dell’energia ha iniziato a dissiparsi. Poi però è arrivato un ottobre di caldo anomalo che ha così rallentato, se non bloccato, il fisiologico raffreddamento del mare.
A che punto siamo ora? Nell’imminenza del primo importante peggioramento di un autunno finora siccitoso, il mare presenta acque caldissime per questo periodo dell’anno. In tutti i bacini attorno all’Italia si superano ancora i 20 gradi, con punte di 23-25 gradi sui bacini più meridionali.
Temperature marine eccezionali per il pieno autunno
Queste termiche sarebbero normali per fine estate e l’avvio dell’autunno, ma non certo per l’inizio di novembre. Il Servizio Copernicus ha evidenziato le anomalie attuali, che mostrano in pieno la febbre di cui sta ancora soffrendo il Mar Mediterraneo.
Le anomalie della superficie marina a fine ottobre si sono spinte sino a picchi di +5/+6°C al di sopra della media, in particolare sul tratto di mare al largo delle coste sud-orientali francesi e del Nord-Ovest dell’Italia. Questa è assolutamente una situazione senza precedenti per questo periodo dell’anno.
La cartina mostra comunque come un po’ tutto il Mediterraneo presenti temperature superficiali sopra la media, compresi i bacini italiani. Solo lo Ionio e poi la parte bassa ed orientale del Mediterraneo presentano anomalie più contenute.
Il riscaldamento così accentuato a stagione autunnale così avanzata deve far temere dinanzi all’imminente fase perturbata, ma anche al meteo delle prossime settimane. D’altronde sappiamo bene che il calore dell’acqua è un carburante importante per l’esaltazione degli eventi estremi in autunno.
Quest’anno, a fronte di una coda d’Estate così tardiva e del mare così caldo, vi è quindi il concreto rischio di un possibile incremento di violenti fenomeni atmosferici persino in inverno. Chiaramente questa è un’ipotesi qualora ci fossero condizioni meteo propizie al maltempo.