(METEOGIORNALE.IT) Premettendo il fatto che nessuno di noi ha una sfera di cristallo, che le predizioni non valgono a affatto, e che i modelli matematici stagionali tracciano solo un’evoluzione climatica che poi sarà spalmata, giorno per giorno, con la situazione meteo reale, e solo allora avremo la conferma dell’affidabilità di tali previsioni. Ebbene, in questo periodo dell’anno, a cominciare dagli USA e Canada, risaltano le proiezioni per la stagione invernale, o meglio fredda.

C’è chi dice che non nevicherà più in pianura, che il riscaldamento globale, oltre che dare profonde anomalie che influenzano il clima europeo, rallenta tutti quei processi che sono all’origine di ondate di freddo con associate a precipitazioni, ovviamente anche in Italia.
La quantità di neve è sensibilmente diminuita in tutta l’Europa occidentale, e la ritroviamo solo in occasione di rarissime ondate di freddo. In Italia la neve in pianura è divenuta una rarità assoluta, anche in Val Padana, dove la media climatica vorrebbe diversi giorni di nevicate da queste parti.
Da circa dieci anni le precipitazioni nevose sono sensibilmente calate in Pianura Padana. Altresì ci sono state nevicate in pianura e nelle coste in Adriatico, le regioni tirreniche e persino l’estremo meridione d’Italia, come anche varie coste siciliane che si sono imbiancate dopo decenni.
Ma in una visione d’insieme ci sono molte meno nevicate in Europa rispetto ai precedenti ultimi decenni. Come detto prima, in molti sostengono che ciò deriva da un insieme di fattori che sono di ostacolo alle ondate di freddo, soprattutto per l’espansione dell’Alta Pressione delle Azzorre che d’inverno diventa protagonista del clima europeo.
Anche nella Russia europea si sono ridotte al lumicino le ondate di gelo provenienti dalla Siberia. Peraltro, da queste parti si avuto un incremento sensibile delle precipitazioni nevose perché le perturbazioni atmosferiche dopo aver fatto un ampio giro a nord dell’Alta Pressione delle Azzorre che ne sbarra la via verso l’Europa occidentale, centrale e mediterranea, discendono dalle regioni artiche, investendo gran parte della Scandinavia e poi la Russia europea.
Più che cambiamento climatico irreversibile a nostro avviso quello che succede è una fluttuazione del clima, in un contesto però che conclama il riscaldamento globale. Infatti, da altre parti durante la stagione invernale le ondate di freddo, anche record si stanno manifestando ancora, con anche nevicate di inusuale intensità e aree interessate.
La scorsa settimana in Nuova Zelanda ci sono state delle nevicate di tardiva primavera su alcune aree costiere. Un evento meteo direi straordinario per latitudine e periodo dell’anno. Durante l’inverno dell’emisfero australe (l’emisfero sud dove attualmente è primavera) la neve si è mostrata anche in Brasile, mentre tempeste di neve si sono verificate in aree miti del Cile, dove non nevicava da molti decenni. Neve si è vista anche nel Sudafrica, in Argentina e Australia.
Ma durante lo scorso inverno, nel nostro emisfero, neve e freddo, dalle caratteristiche record, si sono viste alle nostre latitudini sparse per il pianeta. La parte nord-occidentale degli Stati Uniti d’America ha visto il Natale più freddo da molti decenni, con abbondanti nevicate in pianura. Allo stesso tempo l’Alaska, però era sotto una eccezionale ondata di calore, come eccezionale, forse record fu la massa d’aria calda che innalzo le temperature sopra lo zero nei ghiacciai alpini a Capodanno.
In Grecia si sono avute nevicate record associate a freddo polare. Stesso evento meteo ha causato gelo e neve su tutti paesi del Mar Nero.
In Italia abbiamo avuto una stagione invernale con la quasi totale assenza di nevicate, ma soprattutto di ondate di freddo.
In una visione d’insieme, solo parte può essere dovuto al cambiamento climatico, mentre in Europa c’è una maggior forza dovuta al clima molto caldo e asciutto derivante dalle fluttuazioni climatiche. Le fluttuazioni climatiche sono condizioni di durata irregolare, ma che poi svaniscono. Ma il contesto del riscaldamento del pianeta scombina in punti di riferimento anche sensibilmente.
A nostro avviso, neve e gelo potrebbe giungere nei prossimi inverni nuovamente in Italia anche nel susseguirsi di alcune annate, e allora avremo l’orma di stagioni invernali normali, insomma, gli inverni di un tempo. Ma sarà uno sbaglio anche solo pensarlo.
Il meteo normale non c’è più, viviamo di estremizzazioni climatiche che sembrano essere interminabili, causate dal riscaldamento del nostro Pianeta, e su questo ci sarebbe molto da scrivere. (METEOGIORNALE.IT)
