Una perturbazione scivola sull’Italia, interessando più direttamente le regioni adriatiche ed il Sud, con meteo stravolto dopo settimane dominate dall’anticiclone africano. Le temperature sono infatti crollate localmente di oltre 10 gradi, a seguito dell’afflusso di correnti più fresche provenienti dal Nord Europa.

La bolla africana è stata spazzata via, con aria finalmente più respirabile su tutta Italia. Ci aspetta un weekend di caldo gradevole tipicamente estivo, con l’anticiclone delle Azzorre che si distenderà sull’Europa Centro-Occidentale e sul Mediterraneo.
Ci troviamo di fronte ad una novità assoluta di quest’estate, eppure un tempo l’anticiclone delle Azzorre rappresentava la regola dell’estate italiana e mediterranea. Ora tutto è cambiato, con le comparse dell’anticiclone delle Azzorre relegate a semplici episodi.
Andrà così anche stavolta, in quanto questa parentesi dominata dall’anticiclone delle Azzorre non durerà a lungo. Fino a quando ci sarà quest’anticiclone, il caldo sarà limitato e senza troppi eccessi. Grosso modo questa situazione si protrarrà sino attorno al 12 luglio.
I primi giorni della prossima settimana vedranno quindi prevalente bel tempo, pur con qualche temporale pomeridiano di calore in montagna. Il caldo sarà sopportabile, un po’ più intenso su pianure del Nord, regioni tirreniche ed Isole, ove localmente si toccheranno picchi di 32-33 gradi.
Nuova esagerazione del caldo da metà Luglio
Da metà settimana il clima si arroventerà gradualmente giorno dopo giorno, per la progressiva rimonta dell’anticiclone subtropicale che tenderà a soppiantare l’alta pressione delle Azzorre. L’Estate di Luglio riprenderà quindi quel volto così rovente visto nelle ultime settimane.
La colonnina di mercurio si impennerà parecchio entro il weekend del 16-17 Luglio, quando ci aspettiamo temperature spesso superiori ai 35 gradi, specie al Centro-Nord, con picchi anche di 40 gradi. Il peggio potrebbe però arrivare successivamente, con caldo ancora più infernale.
L’Estate 2022 sembra intenzionata a mostrare tutta la potenza feroce del caldo dal Sahara. Se tale situazione dovesse persistere a lungo, ogni paragone con l’andamento dell’estate 2003 inizierebbe a diventare sempre più attinente alla realtà.