La quantità di neve dell’Emisfero boreale, ovvero il nostro, è stata al di sopra della media 1981-2012. In ambito meteo, la tardiva esplosione in split del Vortice Polare genera in varie aree ondate di freddo e gelo fuori stagione, così che tali aree si trovano ancora ben innevate. Per esempio, vaste regioni della Siberia, la Scandinavia, il Canada hanno più neve rispetto alla media.
Il Canada, ad esempio, ha avuto neve in eccesso, e l’alternarsi di periodi più miti a quelli freddi, è causa anche di alluvioni.
Holly Goulding, idrologa del Dipartimento dell’ambiente dello Yukon, nel Canada montuoso nordoccidentale, afferma che il clima primaverile ha la maggior frequenza nel rischio di inondazioni. E quest’anno il rischio è molto alto. L’idrologa sostiene che lo scenario migliore è uno scioglimento graduale del manto nevoso record di questo inverno, perché il rapido riscaldamento e le precipitazioni eventualmente intense del semestre caldo (stagione che ha il picco annuale di precipitazioni) farebbero aumentare il livello dell’acqua nei fiumi.
Goulding ha aggiunto che le temperature di freddo da record in tutto lo Yukon ad aprile hanno provocato un ritardo nello scioglimento della neve e che il potenziale di inondazione è ingente, e che l’agenzia governativa si prepara al peggio.
Inoltre, quest’anno sembra una ripetizione del 2021, quando il manto nevoso di Whitehorse ha raggiunto il 300% del normale.
Va detto, a scanso di equivoci, che tali precipitazioni sono dovute ad un aumento della temperatura globale, che in alcune aree a clima freddo, sono causa di maggiori nevicate rispetto al passato. Perciò, la maggior neve non è imputabile a sostenere la non esistenza dei cambiamenti meteo climatici.
