(METEOGIORNALE.IT) Le basi militari statunitensi ubicate in Alaska e Groenlandia non si stanno adeguando a sufficienza sugli effetti a lungo termine del cambiamento climatico. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’ufficio di supervisione del Pentagono. A pubblicare la notizia è stato il sito meteo americano Weather.com.
Il rapporto pubblicato mercoledì dal Dipartimento della Difesa, cita i danni già arrecati alle sei basi più settentrionali degli Stati Uniti, nonché la mancanza di un programma per pianificare l’impatto dei cambiamenti climatici.

Il Dipartimento della Difesa già nel 2019 aveva evidenziato gli effetti dei cambiamenti climatici un problema di sicurezza nazionale.
Sono necessarie installazioni e adeguamenti per affrontare le minacce dovute dai cambiamenti climatici alle infrastrutture, alle risorse e alle missioni. Gli ispettori del Pentagono, dopo aver visitato le basi, hanno documentato che responsabili non avevano prodotto alcuna pianificazione come stabilito per proteggere le strutture dal cambiamento del clima, che già prodotto, come detto danni.
Le sei basi interessate sono: Joint Base Elmendorf-Richardson, Clear Space Force Station, Eielson Air Force Base, Fort Wainwright e Fort Greely, tutte in Alaska, e Thule Air Base in Groenlandia.
In particolare, gli osservatori del Pentagono hanno rilevato che alcune strutture hanno subito danni a causa della fusione del permafrost. Allo stesso tempo, sempre lo scioglimento del ghiaccio sotterraneo ha procurato danni alle strade.
Gli scienziati hanno avvisato il Pentagono che l’Artico si sta riscaldando ben quattro volte più rapidamente rispetto alla media dell’intero globo. Perciò è opportuno adottare rapidi interventi ben più velocemente che altrove, al fine di salvaguardare la sicurezza nazionale. Aspetto che negli Stati Uniti d’America ha priorità.
Secondo gli analisti del Pentagono, l’Artico è un una potenziale area di ingresso per eventuali attacchi agli Stati Uniti d’America da parte della Russia e la Cina. (METEOGIORNALE.IT)
