
(METEOGIORNALE.IT) Presto arriverà la vera Primavera in Italia, e con essa potrebbe cadere associata ai temporali, la grandine. Inoltre, si stima che la polvere del Sahara sarà presente nel territorio italiano più frequentemente delle precedenti stagioni di Primavera ed Estate. Potremmo avere grandinate con chicchi di grandine dipinti di quell’arancione giallastro che è tipico della pioggia sporca di polvere del Sahara? Possibile, al pari delle nevicate che si sono avute soprattutto nei Pirenei e le Alpi francesi di recente.
Alcune stime sottolineano che con l’ingresso della stagione nel periodo avanzato, ci saranno improvvisi incrementi delle temperature con un aumento di possibilità di pioggia e di grandine. Ci sarà spazio a fasi fredde, e poi a lunghi periodi caldi, specie dall’inizio dell’estate, con ondate di caldo di aria che verrà dall’Africa, e della nonché già citata coltre di polvere dal Sahara che coprirà i nostri cieli, che genererà foschie in aria secca, con quel pulviscolo che inzupperà l’atmosfera.
La polvere del Sahara è costituita da particelle sospese di polvere che influiscono sulla qualità dell’aria. Questa foschia è particolarmente dannosa per le persone con malattie respiratorie. Pertanto, prima di uscire di casa, potrebbero essere necessarie alcune precauzioni.
Secondo la Pan American Health Organization (PAHO), ente affiliato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il pericolo generato dal fenomeno risiede nel contenuto di batteri, virus, spore, ferro, mercurio e pesticidi che si insinuano nella polvere del Sahara.
E tali polveri salgono di quota e latitudine, sommergono i cieli praticamente di tutta Italia, anche delle località montane che sono distanti dai grossi centri urbani notoriamente inquinati. Polvere che è presente anche in montagna, quindi, deteriora la qualità dell’aria.
Ma torniamo alla grandine, il noto ciclo della formazione della pioggia è simile a quello della grandine, con l’aggiunta che i chicchi di grandine si formano con dimensioni maggiori nelle nubi temporalesche. Queste sono tipiche già in questo periodo dell’anno.
Il pulviscolo atmosferico crea nuclei di condensazione che favoriscono l’aggregazione delle piccole goccioline di vapore acqueo che sono all’interno della nube. Ed ecco che quindi, queste polveri, potrebbero favorire gocce di pioggia che diventano ghiaccio, ovvero grandine.
Un elemento non poco trascurabile è che l’aria del Sahara è asciutta, o meglio molto secca, quindi, questi chicchi di grandine quando vengono attratti dalla forza di gravità terrestre per cadere al suolo, viaggiano in un’atmosfera inizialmente asciutta, e quindi cadono al suolo sotto forma di ghiaccio consistente che procurano maggiori danni a parità di dimensioni dei temporali senza l’influenza di masse d’aria nordafricana.
Tale condizione meteo l’abbiamo riscontrata in Italia numerose volte, ormai, essendo le stagioni estive caratterizzate dalla presenza dell’anticiclone nordafricano. (METEOGIORNALE.IT)
