
(METEOGIORNALE.IT) Inedito? Niente affatto. Anche se ora come ora non ci sono le condizioni per prevedere che succeda, quantomeno entro la metà di Marzo, ma ben sappiamo che tutto potrebbe radicalmente cambiare.
I primi di aprile del 2003, l’anno dell’estate maledetta per la calura asfissiante, si ebbe un’ondata di gelo sull’Italia di rilevanza storica, forse un avvio dell’estremizzazione climatica che abbiamo imparato a conoscere e narrare.
Nel 2003 la neve cadde nelle coste dell’Adriatico nei primi giorni del mese, dopo un Marzo pazzerello, contraddistinto da una prima fase più mite rispetto alla seconda, quando la neve più volte giunse a quote molto basse in Italia.
Citiamo a questo punto anche l’aprile del 1956 quando un’ondata di gelo portò la neve in pianura, ed anche in questa circostanza. Più tardi nel tempo, fu il turno del Nord Italia quel 17 aprile 1991, quando si ebbero forti nevicate un po’ ovunque, precedute da un crollo termico anche di 20°C.
Ma una ben maggiori ondate di freddo e neve si ebbe nei primi del mese di aprile del 1911, ed il 4 tormente di neve si abbatterono nel Nord Italia, precedute da temporali e grandine. La neve cadde abbondante su Milano, mentre raggiunse quantità stratosferiche nella bassa area Prealpina come la zona di Como dove caddero 40 cm di neve.
Beh, come non citare l’ingresso di aria gelida, di estrazione artica il 21 Aprile 2001 dalla Valle del Rodano, con temporali e neve in Sardegna sino a quote pianeggianti. Ma anche nel 1993 si ebbero eventi insoliti, con neve anche nelle coste, ancora una volta della Sardegna, a Marzo inoltrato. Oppure l’ondata di gelo del Marzo 1949 con -10°C a Verona.
Tutto questo solo per citare alcuni eventi meteo estremi e colpi di coda invernali anche di maggiore intensità in qualche caso, dello stesso Inverno.
Or ora, che qualcosa di folle possa avvenire in questa Primavera non lo sappiamo, ma non ci sarebbe da stupirci tanto se fosse peggiore di quanto avvenuto d’Inverno. Piuttosto, oggi in alcune aree interne della Sardegna si sono raggiunti i -10°C.
Direte, come mai parlare di ipotesi di freddo, di colpi di coda? In sintesi, c’è tutta una massa di indici di comportamento del clima invernale che si sono mantenuti stabili tutta la stagione invernale. Uno di questi è il Vortice Polare.
Poi si è mostrata un’alta pressione la cui origine e persistenza vedremo di parlarne. Quindi, in considerazione che l’alta pressione è in graduale, lentissimo declino, la stagione che avanza, porterà ad una disfatta, ma al momento non è noto in che maniera, del Vortice Polare, ed ecco che la circolazione atmosferica emisferica si ravviverà.
Questo sta già in realtà avvenendo. L’Europa su questo è in ritardo, infatti ci sono maggiori scambi di masse d’aria secondo i meridiani in altri Continenti, e aspettiamo che questo si estenda anche da noi.
Ciò innescherà maggiori probabilità di irruzioni di aria fredda, ma attenzione, anche brevi episodi di caldo dall’Africa, dove notiamo che c’è una marcata anomalia termica nel Sahara, per dirla in breve, come l’anno scorso, fa più caldo rispetto alla media.
Poi c’è un vagante riscaldamento della Stratosfera sino a circa 50°C che non sembra sortire effetti. Succede, l’abbiamo scritto molte volte che questi eventi sono complessi nella loro evoluzione.
C’è un proverbio: “Natale con il sole e Pasqua con il tizzone…” sarà… ma a Pasqua le condizioni meteo sono spesso complicate, però quest’anno la festività sarà avanti in Aprile. Però, a questo punto eccovi un’immancabile citazione dal passato: la Pasqua 1995, proprio a metà Aprile. È quasi superfluo che fu caratterizzata in molte regioni dal meteo invernale.
Insomma, a volte diciamo che non ci sono più le stagioni di una volta, però poi si scopre che in passato c’è stato questo o quell’evento meteo estremo. Ma la differenza rispetto ad allora è immensa, sono cambiate le caratteristiche del nostro clima. (METEOGIORNALE.IT)
