(METEOGIORNALE.IT) La domanda “perché fa freddo” ci è stata posta, ultimamente, in svariate occasioni. Soprattutto ci si chiede per quale motivo nei mesi di gennaio e febbraio abbia dominato l’alta pressione, inibendo evidentemente irruzioni di aria fredda degne di questo nome, mentre ora che la primavera è dietro l’angolo dobbiamo fare i conti con ondate di freddo di una certa importanza.
La prima decade di marzo, lo sappiamo, è stata più freddo del normale non sono mancate abbondanti nevicate lungo la dorsale appenninica. Poi c’è stata una pausa, tuttora in atto, ma a breve avremo nuovamente a che fare con il freddo artico continentale proveniente da est.
Significa che le temperature scenderanno parecchio e significa che il quadro meteo climatico sarà pienamente invernale al punto che non possiamo escludere altre nevicate a quote localmente basse sui rilievi dell’Appennino centro-meridionale. Ma perché sta accadendo tutto ciò? Semplice, perché il vortice polare è arrivato al capolinea.

Lo sapevamo, lo avevamo previsto, statisticamente questo il periodo durante il quale il vortice polare va incontro al progressivo smantellamento. Uno smantellamento che può essere più o meno turbolento e in base agli scossoni che subisce l’atmosfera si possono verificare situazioni meteorologiche imprevedibili. Statisticamente è qualcosa che fa parte della primavera o meglio, del passaggio dall’inverno alla stagione primaverile.
Non dobbiamo stupirci quindi se fa freddo e se magari continuerà a far freddo anche nelle prossime settimane, non vogliamo infatti sottovalutare alcuni segnali modellistici immersi nelle ultime ore, ovvero la possibilità di forti scambi meridiani nella prima decade di aprile. Ciò chiaramente significherebbe ancora freddo, stavolta proveniente direttamente dal circolo polare artico, quelle ondate di freddo capaci di innescare contrasti termici piuttosto violenti e dar luogo ai veri primi temporali stagionali.
Insomma, prepariamoci ad affrontare un periodo parecchio vivace, forse addirittura turbolento e lo stiamo ormai scrivendo da tempo. Ipotesi che peraltro inizia essere presa seriamente in considerazione dei più importanti centri di calcolo internazionali. Sarà bene pertanto non farsi trovare impreparati. (METEOGIORNALE.IT)
