Eccesso di metano in atmosfera per incuria. Un vero disastro per il Clima
Le perdite sono difficili da individuare
Rallentare il riscaldamento globale è l’obiettivo che si stanno prefiggendo in molti, oggi non è più possibile nascondere quello che realmente si sta verificando e che i cambiamenti climatici ci mostrano . L’anidride carbonica e il metano aumentano l’effetto serra e tramite lo sviluppo di calore si forma una sorta di coperta che provoca il riscaldamento dell’atmosfera terrestre. Ma il metano incide in maniera maggiore in questo processo e negli ultimi anni si è registrata una sempre maggiore concentrazione di questo gas.
Il metano rilasciato in atmosfera inquina ma se paragonato all’anidride carbonica la sua durata in atmosfera è relativamente breve e si dissolve in una decina di anni . Questo fattore permette di sviluppare delle strategie per ridurre le sue emissioni e di conseguenza avere un rapido beneficio che si potrebbe tradurre in un rallentamento della riduzione della temperatura globale arrivando a limitare il riscaldamento previsto di due gradi a un grado e mezzo.
La maggior parte delle emissioni di metano, circa il 60%, vengono prodotte dalle attività umane : nel settore dell’agricoltura, nella produzione di combustibili fossili e nello smaltimento di rifiuti e se vogliamo essere più precisi l’azione dell’uomo provoca il 25% del riscaldamento globale. Oltre a questi settori, negli ultimi anni grazie all’evoluzione tecnologica è stato stabilito che nei nostri cieli sono presenti tonnellate di metano non combuste che fuoriescono dai gasdotti. Queste perdite spesso sono dovute alla rottura delle tubazioni che trasportano il gas e sono denominate leaks .
Detto ciò si può pensare già di poter ridurre in maniera considerevole le emissioni di metano in atmosfera investendo sulle riparazioni delle vecchie condutture anche se spesso si hanno problemi di vincoli ambientali e patrimoniali che non permettono facili soluzioni. Ma anche nel settore dei rifiuti solidi troviamo discariche con rilascio di metano che potrebbero essere gestite in maniera alternativa per evitare le emissioni o almeno ridurle.
Negli ultimi anni grazie ai satelliti è stato possibile osservare il metano che fluttua nei nostri cieli e identificare dove sono presenti le perdite o le emissioni dovute alle discariche , ma ancora non si è in grado di rintracciare tutte le perdite visto che i rilasci di gas sono intermittenti e non continui. Fino ad oggi ci siamo affidati a sensori posti sul terreno ma che risultano localizzati oppure a sondaggi aerei che hanno un costo considerevole e sono limitati da zone dette no fly zone.
La tecnologia satellitare si è evoluta e ha previsto la schieramento di una flotta di satelliti che grazie alle loro immagini saranno in grado di fornire dei rapporti dettagliati e scovare le fuoriuscite di metano e così da poter intervenire per ridurne la loro emissione. La flotta sarà composta da 20 satelliti schierati in modo da mappare e monitorare le emissioni di metano e anidride carbonica in tutto il mondo. Questo sistema potrà essere sfruttato per costringere i paesi a ridimensionare le loro emissioni oppure obbligare le società interessate a effettuare una continua manutenzione sui loro impianti.
L’obiettivo comune rimane la riduzione dei gas che contribuiscono all’effetto serra e la transazione a fonti di energia rinnovabili , in questo modo si potrà auspicare l’aumento della temperatura da due gradi a un grado e mezzo e la riduzione di eventi climatici estremi.
