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Bomba geologica nascosta sotto l’Alaska: batteri altamente mortali e gas serra

Lo scioglimento del permafrost potrebbe creare problemi

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
30 Mar 2022 - 08:00
in Magazine
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Bomba ecologica.
Bomba ecologica.

(METEOGIORNALE.IT) Gli scienziati hanno rilevato nelle remote regioni dell’Alaska un tunnel nelle profondità della tundra. Però, a quanto pare la scoperta nasconde un qualcosa di molto pericoloso. Tuttavia, il rischio al momento pare racchiuso entro il permafrost.

 

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Il permafrost, tuttavia, offrirebbe una protezione temporanea secondo gli scienziati, in quanto il riscaldamento globale sta favorendo in maniera inesorabile il suo scioglimento. La conseguenza potrebbe avere effetti catastrofici, in quanto quello che si nasconde in profondità avrebbe gli effetti di una bomba ad orologeria.

 

Il segreto nascosto nella profondità della tundra era già noto agli scienziati, che sapevano bene che l’Alaska, oltre ad essere un territorio bellissimo ed inesplorato, porta con sé nelle profondità sostanze chimiche naturali che potrebbe modificare non solo il suo ecosistema immutato da secoli, ma avere conseguenze ancora più grandi a livello mondiale.

 

Appena fuori la cittadina di Fairbanks, negli anni ’60 i ricercatori dell’esercito americano scavarono un enorme tunnel. Gli scienziati entrarono in questo tunnel e scoprirono molto di più di quello che si aspettavano di trovare.

 

L’obiettivo principale degli studiosi era quello di compiere delle indagini e andare a scoprire più informazioni possibili riguardo quel fenomeno conosciuto come permafrost. Nello specifico, il permafrost è un terreno che si è ghiacciato, e secondo gli scienziati non ricopre solo per l’85% l’Alaska, ma ricoprirebbe per il 25% tutto l’emisfero settentrionale.

 

La sua composizione è prevalentemente formata da ghiaia, sabbia e terra. Per crearsi, il terreno deve essere esposto a temperature da congelamento per almeno un paio di anni consecutivi. Questo fenomeno non avviene unicamente sulla terra ferma, tant’è che lo si può trovare anche nelle profondità degli oceani. Tra l’altro, è proprio qui che può causare i danni maggiori.

 

Come prevedibile, la sua presenza è perlopiù localizzata in quelle regioni nelle quali la temperatura difficilmente supera gli 0 gradi centigradi medi, come alcune aree della Cina, della Russia, della Groenlandia, dell’Europa Orientale e l’Alaska appunto. Sebbene queste aree possano essere poco profonde, in alcuni casi il permafrost si estende sino a 900 metri di profondità.

 

Più esteso è il permafrost, maggiore è la bomba ad orologeria che nasconde. Tuttavia, bisogna considerare due tipi di permafrost: il primo, detto continuo, poiché è una distesa unica senza interruzioni, mentre il secondo è detto discontinuo perché diviso in pezzi.

 

Il fatto che il permafrost si stia sciogliendo sta modificando in maniera molto rapida le condizioni, cosa che quando invece è stato scavato il tunnel, non si era evidenziata. Anzi, in centinaia di anni si erano notate delle piccole modificazioni.

 

Contenendo i resti di migliaia di anni, sciogliendosi il permafrost rischia di rilasciare nell’atmosfera tonnellate di carbonio. Basti pensare che il permafrost attualmente contiene il doppio del carbonio presente nell’atmosfera terrestre. In più, nel permafrost sono contenuti batteri che, se liberati, ritornerebbero alla vita, come l’altamente mortale Bacillus Anthracis, che dà origine all’antrace (usato purtroppo come arma batteriologica. Le conseguenze sarebbero catastrofiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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