Nella notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo è fissato il ritorno all’ora legale, con lo spostamento delle lancette in avanti di 60 minuti. Dormiremo quindi un’ora in meno, ma in compenso la sera si potrà beneficiare di un’ora di luce in più.

L’ora legale rimpiazza l’ora solare, e tra le altre cose in particolare fa risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica. Si stima un risparmio di 190 milioni di euro. Spostando in avanti le lancette di un’ora, si ritarda l’uso della luce artificiale nel momento in cui le attività lavorative sono in atto.
In Italia l’ora legale esiste dal 1916 e fu adottata con carattere straordinario mentre il Paese era impegnato nella Prima guerra mondiale. A seguito della nascita della Repubblica italiana dal 1948, l’ora legale non venne più utilizzata, per essere poi reintrodotta nel 1966.
La reintroduzione dell’ora legale avvenne, non a caso, in periodo di crisi energetica. In quel periodo l’adozione dell’ora legale durava quattro mesi, dall’ultima domenica di maggio all’ultima domenica di settembre. Dal 1994 in poi l’ora legale si è estesa a 7 mesi in tutti i Paesi Membri dell’UE.
Italia sceglie di non abolire cambio dell’ora
Negli ultimi anni si è parlato di abolizione dell’ora legale o di adottarla per tutto l’anno, come ha fatto ad esempio la Russia. Nel 2018 il Parlamento Europeo aveva approvato (con l’84% dei voti) una risoluzione che prevede l’abolizione dell’obbligo per i vari Paesi membri di passare da un’ora all’altra due volte all’anno.
A novembre del 2019, il governo Conte bis ha scelto di mantenere il doppio orario, dicendo no all’abolizione tramite una risoluzione. Come noi, ha fatto la Spagna. Altri Paesi, come la Francia invece, hanno scelto di passare a un unico orario (quello estivo) senza effettuare più cambi.
In teoria gli Stati membri che hanno deciso di mantenere l’ora legale hanno cambiato l’ora per l’ultima volta alla fine di marzo del 2021, mentre quelli che hanno scelto l’ora solare hanno fatto l’ultimo cambio l’ultima domenica di ottobre 2021.
L’Italia invece, confermando il mantenimento del cambio dell’ora, non ha scelto nessuna delle due strade, ma solo di lasciare tutto come prima. Al momento quindi resterebbe in vigore il classico cambio dell’ora anche nei prossimi anni. Si creerà però un’evidente discrepanza a livello dei paesi europei.
Non è detto che vada in questo modo. Il 2022 potrebbe essere l’ultimo anno di ora legale se l’Unione europea emanasse una direttiva che andasse ad uniformare l’orario unico in tutta Europa. Se dovesse prevalere questa linea, ma difficilmente sarà così, la decisione autonoma dell’Italia sarebbe stracciata.