
(METEOGIORNALE.IT) Le attività umane emettono costantemente in atmosfera CO2 che aumenta l’effetto serra, con la conseguenza di un incremento della temperatura del nostro Pianeta. Nel 2021 c’è stata la maggiore emissione dovuta ad attività umane. Nel 2022 appena iniziato, la crisi di materie prime per produrre energia, la guerra in Ucraina e il boicottaggio commerciale a danno della Russia, ci faranno tornare indietro di oltre 10 anni in ambito di riduzione di emissione di gas serra, in quanto ovunque si stanno riattivando centrali a carbone per produrre energia elettrica.
Già 10 anni fa un apporto spiegava cause ed effetti del riscaldamento oceanico sulle sorti del nostro Pianeta. Lo studio fu presentato al IUCN World Conservation Congress avvenuto alle Hawaii il 5 settembre 2016, dove si apprese che le acque superficiali o poco profonde subirono un riscaldamento importante dal 1995. Un capitolo della ricerca, condotta dal professor Grant Bigg e il professor Edward Hanna del Dipartimento di Geografia dell’Università di Sheffield, rivelava come questo aumento sia cambiando anche i modelli meteorologici globali.
I ricercatori di Sheffield hanno dimostrato che l’aumento delle temperature oceaniche ha provocato un aumento del numero di cicloni (Uragani e Tifoni) più intensi. Ad esempio Katrina, che ha devastato New Orleans nel 2005, piuttosto che il Tifone Haiyan, che causò la distruzione nelle Filippine nel 2013. Il rapporto scriveva che gli uragani sono stati anche osservati anche sull’Atlantico meridionale per la prima volta dall’inizio delle rilevazioni satellitari (ovvero dal 1970). L’area è stata considerata tradizionalmente come una regione ostile alla formazione degli uragani a causa delle temperature superficiali più fresche, ma nel 2004 le condizioni diventarono improvvisamente più favorevoli e ciò mise le basi per lo sviluppo dell’uragano Catarina al largo delle coste del Brasile.
I mari più caldi hanno portato a una significativa perdita di ghiaccio nella regione artica. L’atmosfera delle regioni polari si è riscaldata con un tasso di circa il doppio del tasso medio del riscaldamento globale e le coste artiche stanno registrando un aumento delle mareggiate. Ciò può avere un effetto negativo sui fragili ecosistemi della zona.
Riscaldamento che poi si è ulteriormente incrementato nell’ultimo decennio nell’area dell’Artico.
Gli oceani più caldi hanno anche causato un evidente calo negli eventi di El Nino.
Il rapporto prova a stabilire anche quali conseguenze si potrebbero avere nel prossimo futuro, dicevano che se la tendenza di allora dovesse proseguire. Il continuo riscaldamento degli oceani tropicali potrebbe portare a condizioni di stress a numerosi ecosistemi, accelerando lo sbiancamento dei coralli e favorendo lo sviluppo di cicloni più forti. Ma potrebbe anche causare cambiamenti climatici sulla terra, con conseguente riduzione della produzione di colture agricole.
Ebbene, anno 2022, quanto descritto allora sta avvenendo sommariamente, con alcune accentuazioni su alcune aree. Anche con siccità tremende, come quelle dell’ovest del Nord America, che viene definita come la peggiore degli ultimi 1200 anni. (METEOGIORNALE.IT)
