(METEOGIORNALE.IT) L’ultima eruzione del vulcano più noto al mondo risale al 18 marzo 1944. In quel momento iniziava l’episodio eruttivo che ha lasciato un suo impatto sul territorio. La storia dell’eruzione è raccontata attraverso immagini e filmati d’epoca rigorosamente in bianco e nero.
Il video che vi proponiamo è stato realizzato nel 2000 a corredo del percorso espositivo presso la sede storica dell’Osservatorio Vesuviano, a quota 608 metri sopra il livello del mare, il più antico osservatorio vulcanologico al mondo.
Quella di 78 anni fa non fu un’eruzione certo indolore. Le cittadine di San Sebastiano e Massa, alle pendici del vulcano sulla parte occidentale, vennero raggiunte dalla lava il 21 marzo. Nello stesso tempo nuove potenti esplosioni diedero origine ad ulteriori fontane di lava.
Nonostante la pronta evacuazione di migliaia di residenti, si contarono 23 vittime in località non precisate, secondo un rapporto dell’Aeronautica, a causa del crollo di tetti appesantiti dal deposito di materiale e cenere vulcanica.
Fase di quiescenza, le ultime ricerche cosa dicono?
Le esplosioni andarono a ridursi fino a scomparire il giorno 29 marzo. Il 7 aprile 1944 il cratere si presentò completamente ostruito e da allora la situazione è rimasta tale. Ora il Vesuvio si ripresenta ricoperto da vegetazione fin quasi alla sommità, anche sul Grande Cono.
Questa fase di letargo del Vesuvio non si sa per quanto durerà ancora. Di sicuro non ci sono al momento rischi di ripresa. Le analisi condotte dagli esperti indicano che il vulcano potrebbe rimanere in uno stato di quiescenza per altri mille anni, a parte possibili episodi di eruzioni minori.
La ricerca, coordinata dal Politecnico di Zurigo, si è concentrata sullo studio della composizione e delle età di cristallizzazione di granati magmatici in alcune fra le principali eruzioni esplosive del Vesuvio. In tal modo si è arrivati all’ipotesi che un’eventuale futura eruzione violenta necessiterebbe di un migliaio di anni. (METEOGIORNALE.IT)
