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L’avvento dell’Era Nucleare. Hiroshima Nagasaki per cominciare

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
02 Mar 2022 - 16:52
in Cronaca Meteo
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Esplosione nucleare
Esplosione nucleare

(METEOGIORNALE.IT) Ebbe inizio il 16 luglio 1945, quella che è l’Era nucleare, con la prima esplosione per un test nucleare. Fu la prima al mondo, e avvenne nel deserto del New Mexico.

 

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Tre settimane dopo, l’America, ovvero gli Stato Uniti d’America, armarono i bombardieri di quelle che erano le prime armi nucleari, decidendo di sganciarla su due grandi città del Giappone inermi: Hiroshima e Nagasaki.

 

Alle 8:15, ore locali, del 6 agosto, la bomba atomica a base di uranio, battezzata dagli americani “Little Boy” fu sganciata su Hiroshima. Immediatamente morirono circa 320.000 persone. Di tantissimi di loro rimase un’impronta sul terreno, il calore sprigionato dall’esplosione è tale da disidratare e scomporre gli esseri viventi, disintegrandoli.

L’esplosione aveva una forza distruttiva equivalente a circa 15 kilotoni di tritolo.

 

In pochi minuti, metà della città venne totalmente rasa al suolo, con un impatto che neppure giorni e giorni di bombardamenti a tappeto avevano fatto nelle città tedesche ormai semi rase al suolo.

 

L’esplosione di Hiroshima produsse un’onda d’urto supersonica seguita da venti estremi, assolutamente più violenti di qualsiasi uragano o tornado. Ma non solo, dopo l’esplosione e l’onda d’urto accompagnata da venti devastanti, seguì un vento che soffiava in direzione contraria e con forza altrettanto devastante, che appiattì e danneggiò gravemente qualsiasi edificio a diversi chilometri di distanza.

 

Il calore intenso della bomba di Hiroshima ha raggiunse diversi milioni di gradi Celsius e ha bruciò esseri umani e animali all’istante, oltre che materiali infiammabili a oltre tre chilometri di distanza.

 

Le ustioni dovute all’onda di calore primaria hanno causato la maggior parte delle morti a Hiroshima. Per fare un paragone, Pompei fu distrutta dall’eruzione del Vesuvio, le vittime furono uccise dalle nubi ardenti che viaggiano a circa 1200 km orari. La bomba atomica produce un effetto similare sugli esseri viventi, ma con una rapidità molto maggiore.

 

Nonostante il devastante risultato ottenuto a Hiroshima, tre giorni dopo, i leader statunitensi ordinarono un secondo attacco chiamato “Fat Man”, una bomba a base di plutonio con una potenza esplosiva di 21 kilotoni che venne sganciata su Nagasaki, città allora di oltre 260.000 abitanti.

 

L’attacco avvenne due giorni prima del previsto, dieci ore dopo l’entrata in guerra dei sovietici contro il Giappone e mentre i leader giapponesi stavano contemplando la resa.

 

Ancora una volta, tempeste di fuoco soffiarono su Nagasaki. Fu anche qui una devastante fine di una città, con migliaia di vittime, molte uccise perché rimaste intrappolate sotto i detriti degli edifici.

 

Dopo l’esplosione di Nagasaki, una pioggia nera, carica di fuliggine radioattiva cadde dal cielo contaminando il suolo sino a decine e decine di chilometri di distanza, uccidendo negli anni numerose persone.

 

Entrambe le esplosioni produssero danni permanenti in migliaia di cittadini, con ustioni che nei giorni portarono alla morte. Mentre altri produssero allora, entro pochi anni, forme mai viste di tumore e morirono.

 

Entro la fine del 1945, le esplosioni e le radiazioni degli attacchi nucleari americani avevano ucciso circa 74.000 persone a Nagasaki e 140.000 a Hiroshima. Ma le vittime, come descritto prima, furono molte di più, nacquero bimbi con malformazioni, insomma, fu un disastro incommentabile.

 

Gli storici ora concordano ampiamente sul fatto che gli Stati Uniti non avevano bisogno di sganciare le bombe nucleari per evitare un’invasione del Giappone e porre fine alla Seconda Guerra Mondiale.

 

La storia insegna che il presidente Harry Truman autorizzò l’uso delle bombe in parte per promuovere gli obiettivi geostrategici del governo statunitense del dopoguerra, non tanto per ridurre alla resa il Giappone, che, come detto prima, stava per arrendersi.

 

I sopravvissuti agli attacchi nucleari, noti come hibakusha, e i loro discendenti formarono il nucleo dei movimenti giapponesi e globali per il disarmo nucleare.

 

Le organizzazioni in tutto il mondo continuano a lavorare per un mondo libero dalle armi nucleari in modo che le generazioni che verranno, non siano a rischio di un inferno sulla Terra.

 

Eppure, stando ai dati ufficiali, a cui sfuggono informazioni non dichiarate, nove stati al Mondo possiedono più di 13.000 armi nucleari.

 

Il rischio di una guerra nucleare è ancora con noi. E quanto succede in questi giorni ne è una testimonianza.

 

Per ridurre questo pericolo dobbiamo invertire la corsa agli armamenti e, ma soprattutto eliminare le armi nucleari. E nessun Paese al Mondo deve obiettare ai controlli svolti dalle autorità competenti. Ma siamo distante dal riuscirci. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: era nucleareminaccia guerra nucleare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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