
(METEOGIORNALE.IT) Ed eccoci qui al fine della stagione invernale, e dopo lunga attesa, ecco che i centri di calcolo meteo prospettano una previsione di Strat Warming. Indicano la possibilità di un fortissimo riscaldamento della stratosfera che dovrebbe avvenire tra circa una settimana in Europa, ma l’evento inizierà a breve.


La previsione indica un aumento della temperatura sui cieli europei di oltre 50 °C in pochi giorni. Tale evento meteo è chiamato Strat Warming, ovvero rapido riscaldamento dell’atmosfera.
Ne avete probabilmente sentito parlare innumerevoli volte, ma sovente si fa l’errore di associare un evento di questa natura con la previsione meteo un’ondata di gelo in Europa e magari in Italia. Ma non funziona così, è inutile girarci attorno, lamentarsene, tale indice climatico, detto anche teleconnessione, ha un fine complesso, già da decenni ampiamente studiato dagli scienziati, i quali hanno definito degli schemi ben precisi, che indicano sempre e solo delle probabilità di una sua interazione con lo strato atmosferico sottostante.
Dell’influenza dello Strat Warming sulle condizioni meteo si hanno parecchie certezze, ma non si può pretendere di farci una previsione meteo. Un evento di questa natura non genera l’ondata di freddo e neve su un luogo noto dal suo esordio. Fosse così semplice ottenere informazioni da un indice di comportamento del clima, avremmo previsioni meteo perfette che forse non chiameremo neanche previsioni dato che sarebbero certezze. Ma siccome sono previsioni restano tali.
La novità di questo forte riscaldamento stratosferico e che si formerà dall’Atlantico settentrionale, esattamente dall’America nordorientale per propagarsi rapidamente verso le Isole Britanniche e l’Europa. Ovviamente è una previsione, non una certezza, e questa emerge dall’osservazione dei modelli matematici in alta quota (temperature a 10 hPa).

Secondo vari studi con pubblicazioni disponibili sull’argomento in riviste scientifiche di rilevanza internazionale, quando si verifica un riscaldamento stratosferico nel settore europeo, questo coinvolge con alta probabilità la troposfera in prossimità del nostro Continente; perciò, un’eventuale ondata di gelo coinvolgerebbe l’Europa.
La stratosfera è un livello dell’atmosfera che sta sopra la troposfera. La troposfera è quella parte di atmosfera dove si realizzano i fenomeni atmosferici, dove si formano nubi, precipitazioni, alte e basse pressioni. Ma anche dove in alcune aree dell’emisfero, poi, lo Strat Warming andrà a favorire anche ondate di calore alternate a quelle di freddo.
In genere, in Europa succede un’invertimento della corrente occidentale, che diventando orientale trasporta aria fredda dalla Siberia verso ovest.
Ultimamente si parla molto di come l’atmosfera diventi fredda a seguito di interazioni con il caldo. Ma in questa circostanza, il calore dello Strat Warming genera instabilità che spesso si propaga o verso il Vortice Polare oppure altera la circolazione atmosferica su una parte del nostro Emisfero.
In Europa se le condizioni lo consentono, inverte il flusso d’aria che viene quasi perennemente da ovest che a questo punto sopraggiungerà da oriente, spingendo il gran freddo della Siberia verso il vecchio continente, innescando un’ondata di gelo. Eventi meteo come questo sono detti Buran qui in Italia.
Una curiosità, questo potenziale Strat Warming potrebbe avvenire nel periodo in cui ci fu quello che scatenò l’ondata di freddo della fine di febbraio 2018 con culmine nei primi giorni di marzo. Strana coincidenza, però.
Comunque, ora come ora stiamo solo parlando di un riscaldamento della stratosfera, non che avremo un’ondata di gelo e di neve, per altro in Italia. Di ciò lo vedremo con l’ausilio dei modelli matematici di previsione, semmai si dovesse innescare tutta una serie di circostanze favorevoli alla teleconnnessione.
Insomma, sembra tutto molto complesso, e lo è. La scienza meteo e questa, non si può pretendere molto di più. Noi qui cerchiamo di dare spiegazione agli eventi meteo che si possono su seguire l’uno dopo l’altro innescati da questo o quello; tuttavia, quando affrontiamo taluni temi, anche se non citiamo i tantissimi autori, scriviamo dopo aver acquisto la conoscenza dell’argomento, ci siamo aggiornati sulle nuove scoperte. Il tutto alimentato dalla lettura pubblicazioni scientifiche che costantemente seguiamo per rimanere aggiornati sui progressi della scienza meteo e del clima. (METEOGIORNALE.IT)
