
(METEOGIORNALE.IT) L’evoluzione meteo vedrà gradualmente un cambio di stagione, e tutto ciò mentre il Vortice Polare che per tutto l’inverno è rimasto pressoché stabile e intensissimo nella regione polare, inizierà a perdere potenza e sganciare condizioni meteo ideali per la genesi azioni di aria fredda verso le medie latitudini. Il tutto estremamente tardivamente, quando già sarà Primavera.
Ma il sole inizia a scaldare e parecchio la regione settentrionale del Sahara, e masse d’aria calda tenderanno a spingersi verso nord al primo richiamo derivante dal transito di prossime aree di bassa pressione nel Mar Mediterraneo.
E l’aria fredda che giungerà da nord, che già si è fatta sentire in questi giorni con la neve sino alle basse quote senza l’avvento di alcun fenomeno meteo estremo di correnti gelide sul nostro Paese. E le grandi nevicate che si sono verificate nel settore adriatico italiano sino alle basse quote, sono dovute ai contrasti termici tra masse d’aria fredda e le ben più calde acque adriatiche. Un po’ quello che è capitato in Giappone questi giorni, anche se molto lontanamente per quanto concerne gli effetti e l’entità del fenomeno.
Da loro i contrasti termici hanno innescato un ciclone bomba, pensate che un’area di bassa pressione gli scorsi giorni si è approfondita di circa 40 hPa in 24 ore. Eventi meteo di questa natura in Italia porterebbero ingentissimi danni.
Il rischio di eventi meteo estremi è concreto, in quanto lo scontro tra masse d’aria estremamente differente succede ogni Primavera, ma quest’anno non essendovi state irruzioni d’aria fredda importanti sull’Italia, e soprattutto a tuttora un Vortice Polare molto intenso, la sua disfatta è preludio di ondate di freddo tardivo. E quando queste ci saranno, in Italia si formeranno aree di bassa pressione, e queste nel settore orientale richiameranno aria più calda da sud che stavolta sarà ben più mite rispetto a quanto avrebbe potuto essere in pieno inverno. Ed ecco che i contrasti termici saranno imponenti.
Le masse d’aria tropicale le stiamo già osservando in altri continenti dove la circolazione atmosferica è più dinamica rispetto l’Europa. Le vediamo nel Nord America e nella parte orientale dell’Asia. Da queste parti si stanno verificando fenomeni meteo estremi, con tempeste che spesso sono in prevalenza nevose. Ma da loro il clima è molto diverso rispetto al nostro, e quindi da noi i fenomeni associati a tali aree di bassa pressione saranno differenti. Peraltro, avverranno più avanti nella stagione, probabilmente già entro la prima decade di marzo.
Però in una visione d’insieme, stiamo osservando un incremento consistente in tutto il Pianeta di aree cicloniche più intense rispetto al passato, queste causano poi fenomeni atmosferici più violenti, a cominciare dal vento, poi anche le precipitazioni.
In merito alle precipitazioni queste si stanno diffusamente verificando più intense rispetto al passato e concentrate in brevi periodi. Tale linea di tendenza meteo è osservabile ovunque, o quasi. (METEOGIORNALE.IT)
