La Luna ha uno spropositato campo magnetico
L'indagine della Brown University pone le basi di una possibile e definitiva risposta al mistero che attanaglia gli studiosi da molti anni riguardo la presenza di campi magnetici forti come quelli del pianeta Terra.

La Luna è conosciuta come il satellite naturale del pianeta Terra. Come si sa questa è visibile a occhio nudo e cambia il suo aspetto per l’orientamento rispetto al Sole generando delle fasi che hanno influenzato, fin dai tempi antichi, il comportamento degli uomini e quello terrestre. Molte informazioni sono note grazie al programma Apollo della NASA del 1968 fino al 1972.
Le rocce che sono state esaminate al rientro di quell’equipaggio che celebrò il fatidico momento della conquista lunare nel 1969 , hanno fornito molti dati, tra cui uno rivelava la formazione di alcune rocce sotto l’effetto di un forte campo magnetico in contrasto con quello della Terra. Ciò ha scatenato un dubbio nel tempo tra i ricercatori.
Il mistero durato per anni riguarda la domanda di come un corpo così piccolo, in questo caso la Luna , possa aver sviluppato un campo magnetico così forte . Un nuovo studio spiegherebbe come ciò sia avvenuto. La ricerca è stata guidata da uno geoscienziato della Brown University . I ricercatori hanno ipotizzato che grosse sedimentazioni rocciose possano esser sprofondate nel mantello lunare e aver provocato delle convezioni interne generando campi magnetici intermittenti per i primi stadi evolutivi della Luna.
Innanzitutto, è bene tenere presente come i corpi planetari generino campi magnetici. Ciò accade grazie all’effetto dinamo centrale. Sostanzialmente, viene prodotta la convezione di metalli fusi all’interno del nucleo di un pianeta consentito dalla lenta dissipazione della temperatura. I moti convettivi agitano i materiali elettrici dando vita ad un campo magnetico . Tuttavia, oggi la Luna non ha campo magnetico e questo può essere spiegato dal fatto che essendo troppo piccola, mancava di forze convettive necessarie a mantenere un campo magnetico fortemente attivo come quello terrestre.
Il fenomeno spiegato dal modello sperimentale di questo studio può essere semplificato considerando come quando una goccia d’acqua colpisce una padella calda. Un qualcosa di tanto freddo che urta contro qualcosa di molto caldo. Come riportato dalla ricerca, formazioni di titanio sarebbero sprofondate nel mantello lunare in chiazze di 60 km di diametro finché non hanno toccato il nucleo centrale.
Raggiunto il nucleo, le conformazioni di titanio hanno dato una forte scossa alla dinamo centrale e, avendo una temperatura relativamente fredda rispetto al nucleo lunare, questi, a contatto con il forte calore interno, hanno incrementato la convezione del nucleo della Luna creando un campo magnetico molto forte, forse anche più di quello terrestre.
Secondo Alexander Evans , professore di Terra, scienze ambientali e planetarie della Brown University e coautrice dello studio alla Standford University, dato che i campioni riportati dalle varie missioni Apollo della NASA sono di diversa portata , il presente modello sperimentale spiegherebbe la variabilità e l’intensità di questi campioni con diversi segni magnetici.
I tratti magnetici, di bassa intensità su alcune rocce e di alta intensità su altre, danno una spinta considerevole alla validità di questo studio. Infatti, ciò implica che sulla Luna era presente un campo magnetico debole ma che poi è stato tratteggiato da tanti piccoli eventi ad alta intensità.
L’indagine della Brown University pone le basi di una possibile e definitiva risposta al mistero che attanaglia gli studiosi da molti anni riguardo la presenza di campi magnetici forti come quelli del pianeta Terra.
