
La Seconda Guerra Mondiale ha insegnato a tutti noi il fatto che vi furono milioni di vittime, per anni ci fu un degrado rapidissimo della società civile. Ci fu fame, morte.
Ma siamo nel 2022, e quanto sta avvenendo nella parte orientale dell’Europa, interessa tutti noi, in quanto la crisi è stata avviata da quello che ormai si è rivelato purtroppo un dittatore. In tanti avevano avvisato di questa possibilità, ma non c’erano alternative, la Russia è un paese sovrano e ha fatto le sue scelte. Ma è difficile immaginare che i russi vogliano una guerra contro l’Ucraina.
È per questo che abbiamo deciso in questa sede, dove discutiamo di geopolitica, di evitare il più possibile la citazione del popolo russo come entità. Anche se inevitabilmente la Russia sarà citata.
Putin ha usato parole chiare, inequivocabili. Sostiene che chiunque cercherà di ostacolare e interferire sulle sue intenzioni (dice Russia, ma il popolo non pensiamo sia d’accordo), risponderà con conseguenze mai viste prima. E queste possono essere di natura nucleare.
Vladimir Putin ha pronunciato parole chiare nei confronti dell’Occidente che sono una reale minaccia. Ora si risponde da parte di mezzo Mondo con sanzioni di varia natura, ma tuttavia all’offensiva contro l’Ucraina non si ferma. Anzi, in considerazione della resistenza del popolo ucraino, si ha notizia dai giornali che è in atto un incremento di forze militari per abbattere il governo ucraino.
Autorevoli giornali scrivono che sono stati effettuati bombardamenti con armi non convenzionali. Per intenderci sembra che siano state sganciate bombe contenenti agenti chimici, inoltre oggetti di valore come smartphone, giocattoli, e altro che al loro interno nascondono bombe. Il tutto, quindi, andrebbe a danno del popolo e non dal governo che Putin intende abbattere.
Il Premio Nobel per la pace russo Dmitry Muratov sostiene che le parole di Putin significano guerra atomica, con il lancio di testate nucleari contro l’Occidente che si opporrà al suo volere.
Il direttore di Novaya Gazeta, un giornale russo, e così altri giornalisti ed esponenti che conoscono l’argomento, sostengono che in mano di Putin e nessun altro c’è il pulsante nucleare come se fosse il portachiavi dell’automobile di uno qualunque di noi.
Per dirla in parole semplici, uno scatto d’ira potrebbe innescare una catastrofe. Sempre se ciò che scrivono questi autorevoli giornalisti fosse vero, e soprattutto se non vi fossero controlli secondari come per gli Stati Uniti d’America, per autorizzare il lancio di missili nucleari.
Le testate nucleari dei vari Paesi sono già indirizzate al lancio verso precisi obiettivi. Si parla che si siano soprattutto le grandi città, sia da una parte che dall’altra.
Ma il disastro procurato da una eventuale follia di tal natura coinvolgerebbe l’intera umanità dato che non si conosce, ed è impossibile ipotizzare l’effetto di una simile pazzia.
La via assunta dai paesi Occidentali è molto rischiosa. Anche l’Italia ha intrapreso una strada che la pone tra quegli obiettivi di contrasto al volere dell’autarchica di Mosca. E in teoria saremmo un obiettivo di testate nucleari.
Ora come ora, però è il momento di attendere gli effetti di questa crisi. È impensabile che l’entourage, e terze persone non influenzino in maniera positiva Putin al fine di evitare la catastrofe con la morte diretta e indiretta di un numero imprecisato di milioni e milioni di persone.
La terza guerra mondiale sarebbe l’affondo della società civile.
A questo punto è necessario guardarci tutti negli occhi, e smetterla di violentare con questo Pianeta che già paga le conseguenze di un cambiamento climatico prodotto da insane attività umane, e che già quelle procurate dall’aumento del costo del gas andranno ad aggravare perché si sta tornando a usare il carbone per produrre energia elettrica.
Per dirla in breve, il disastro climatico è appena stato riaccelerato, e andrà a ridurre gli effetti benefici di quanto già fatto sino ad ora per ridurre le emissioni di gas serra.