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Bomba a orologeria europea fotografata dal Meteosat

Piero Meloni di Piero Meloni
23 Feb 2022 - 07:43
in Cronaca Meteo
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Vesuvio che emerge dal mare di nubi il 2 gennaio 2022.
Vesuvio che emerge dal mare di nubi il 2 gennaio 2022.

(METEOGIORNALE.IT) Il 2 Gennaio 2022, il satellite Landsat 8 ha catturato una suggestiva immagine del Vesuvio. Grazie ad un varco prodottosi all’interno di un immenso banco di nubi basse, è possibile ammirare dall’alto la sommità del vulcano con la depressione formatasi in seguito alle numerose eruzioni. La rivista Nature ha definito il Vesuvio una vera e propria bomba ad orologeria europea per il pericolo di eruzione esistente. Accade sempre più spesso che di tanto in tanto allarmi del genere vengono lanciati dai vulcanologi in base al fatto che il Vesuvio è un vulcano ancora attivo e da molti anni è dormiente. Si è dunque vicini ad una nuova eruzione?

 

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Il Vesuvio è uno stratovulcano ossia un vulcano la cui forma è conica ed è formato da una sovrapposizione di strati di lava solidificata insieme a ceneri vulcaniche e pomice. La componente stratificata è dovuta alle diverse eruzioni susseguitesi nel corso del tempo. Infatti, il Vesuvio è un vulcano attivo da circa 40.000 anni. La forma del vulcano è il risultato dell’unione del vecchio vulcano Somma con il nuovo vulcano Vesuvio. Il Vesuvio si forma all’interno della caldera del vulcano più antico in seguito al collasso della parte superiore dovuta alle potenti eruzioni.

 

L’eruzione più conosciuta al mondo del Vesuvio è quella che distrusse le città di Pompei, Ercolano e Stabia nel 79 d.C. Ma il Vesuvio è stato protagonista di molte altre eruzioni oltre a questa nel corso degli anni, alcune di lieve entità, altre di estrema violenza. Le eruzioni più catastrofiche sono definite pliniane, in riferimento agli studiosi romani Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane.

 

L’ultima eruzione è avvenuta nel 1944 ed ha interessato i comuni limitrofi al vulcano con distruzione in particolare delle cittadine di S. Sebastiano e Massa di Somma. Da allora il Vesuvio è in uno stato di quiescenza ma sempre più spesso gli scienziati lanciano allarmi circa una ripresa dell’attività eruttiva.

 

Vi sono studi che vedono il Vesuvio vicino ad una nuova fase eruttiva, per questo motivo è stato definito la bomba ad orologeria europea. Se avvenisse un’eruzione sarebbe catastrofica perché interesserebbe un’area densamente abitata da circa tre milioni di persone.

 

Il Vesuvio è considerato uno dei vulcani più pericolosi del pianeta perché qualsiasi eruzione futura ha il potenziale per distruggere Napoli, città italiana situata a circa 12 chilometri a nord-ovest del vulcano. Ma in zona è presente un altro pericolo: i Campi Flegrei è un antico supervulcano. L’area comprende comuni quali Napoli, Pozzuoli, Quarto, Giugliano in Campania, Bacoli e Monte di Procida.

 

Le autorità hanno dichiarato l’intera area metropolitana di Napoli (per l’European Spatial Planning Observation Network vive una popolazione che oscilla tra i 3.700.000 e i 4.250.000 abitanti) zona rossa ed hanno predisposto un piano di emergenza. In ogni caso il Vesuvio è costantemente sorvegliato dall’Osservatorio Vesuviano, pronto a captare ogni piccolo segnale di pericolo. (METEOGIORNALE.IT)

Veduta del Vesuvio, di Napoli, e parziale del Golfo omonimo. Credit © Vincenzo Evangelista dreamstime
Veduta del Vesuvio, di Napoli, e parziale del Golfo omonimo. Credit © Vincenzo Evangelista | Dreamstime.
Veduta del Vesuvio, di Napoli, e parziale del Golfo omonimo. Credit © Thomas Lenne dreamstim
Veduta del Vesuvio, di Napoli, e parziale del Golfo omonimo. Credit © Thomas Lenne | Dreamstime.
Napoli. Credit Bejanet | Dreamstime.
Napoli. Credit Bejanet | Dreamstime.
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Tags: rischio vulcanicovulcani italiani
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