(METEOGIORNALE.IT) Febbraio si aprirà con un’irruzione fredda nel vivo della scena italiana, con meteo instabile di stampo invernale sulle regioni centro-meridionali. In Italia affluirà aria più fredda artico-marittima, che porterà delle nevicate fino a quote collinari.

Subito dopo il peggioramento d’inizio mese, l’anticiclone oceanico tornerà a spingere verso l’Italia. La vera novità sarà però legata all’approfondimento del Vortice d’Islanda che pian piano erodere il campo di alta pressione, costretto a retrocedere verso sud.
Il rinforzo dell’attività del Vortice Polare sembra deporre a favore di una nuova fase meteo, con le correnti atlantiche da ovest che torneranno protagoniste nella seconda parte della prossima settimana. Il flusso delle correnti occidentali dovrebbe smantellare l’anticiclone di blocco a lungo dominante sull’Ovest Europa.
Le proiezioni indicano che questo flusso oceanico avrà delle ripercussioni anche sull’Italia, con l’ingresso di almeno una perturbazione sul finire della settimana. Pioggia e neve potrebbero tornare al Nord, anche se non in modo troppo importante.
Questo ritorno del maltempo al Settentrione rappresenta un evento, dato che in molte zone l’assenza di pioggia perdura da quasi due mesi. Ci sarà occasione per la neve sulle Alpi, localmente fino a quote basse. Difficilmente i fiocchi potranno spingersi fino in pianura.
Probabilmente non avremo una svolta duratura, almeno sulla base dell’evoluzione più probabile sul lungo termine. Le correnti perturbate oceaniche, a partire dal 7-8 febbraio, riprenderanno a scorrere un po’ più a nord, con l’Italia che risentirà del prevalente influsso di un campo anticiclonico disteso da ovest.
Modeste perturbazioni andrebbero a lambire il Nord, ma in un contesto prevalentemente asciutto. L’Italia avrà a che fare con correnti miti occidentali, ma senza escludere il passaggio di qualche temporanea ondulazione di poco conto. La rotta delle perturbazioni resterebbe relegata oltralpe.
ATTENZIONE
L’atmosfera è un sistema caotico. Le previsioni, essendo per l’appunto “previsioni” sono sempre da confermare. In genere l’affidabilità diminuisce sensibilmente dopo i 3-5 giorni di validità a seconda del periodo dell’anno, e della configurazione atmosferica, oltre che altri fattori locali. (METEOGIORNALE.IT)
