L’incursione d’aria gelida dei giorni scorsi ha lasciato il segno in parte d’Europa, con una fase di meteo avverso per l’area dell’Egeo e del Mediterraneo Orientale. Tempeste di neve di rilevanza storica si sono abbattute in Grecia e Turchia.

Dopo le nevicate, è giunto il gelo grazie all’aria artica che si è raffreddata e adagiata nei bassi strati. Le temperature sono piombate molto al di sotto dello zero, fino a raggiungere valori eclatanti. Nella Grecia interna la colonnina di mercurio ha sfiorato i -20 gradi.
Il grande freddo, ora in lento ridimensionamento, ha attanagliato un po’ tutta l’Europa Orientale. Le temperature sono precipitate su valori negativi a doppia cifra anche su gran parte delle capitali balcaniche. A Sofia, capitale della Bulgaria, si è misurato un valore minimo di -18 gradi.
Tutta l’area balcanica è attanagliata dal clima rigido. Non meno rilevante il picco di -15°C raggiunto a Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina. In Croazia il termometro è sceso fino a -9 gradi nella capitale Zagabria, ma altre città sono scese ben sotto i meno dieci.
Il primato del freddo parrebbe però spettare al Montenegro, dove il servizio meteo locale ha riportato una temperatura bassissima il 25 gennaio, potenzialmente nuovo record per il paese balcanico. Il termometro avrebbe raggiunto i -33,4 gradi nelle villaggio di Kosanica, ubicato in altopiano oltre i 1300 metri di quota.
La veridicità di questo dato dovrà passare al vaglio dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO). Qualora tale temperatura fosse confermata, si tratterebbe del valore più basso mai misurato in Montenegro. Il record precedente, risalente al 1985, è di -32 gradi.