La domanda che in tanti si pongono è la seguente: c’è bisogno dell’esplosione del Vortice Polare per poter assaporare un po’ di quello che viene detto dai meteo appassionati “vero Inverno”? La risposta è no, assolutamente no. Le condizioni meteo climatiche possono manifestare peculiarità pienamente invernali anche in presenza di un Vortice Polare possente.
Una premessa sul vero Inverno: l’Europa, secondo Copernicus ha subito un aumento della temperatura di 2,4°C dall’era pre-industriale, un valore che è molto maggiore rispetto agli altri Continenti, e che segue insano riscaldamento delle regioni polari. Questo sta influenzando soprattutto le stagioni estive ed invernali. Eppure, gli scienziati sentenziano, avremo inverni con ondate di gelo più estreme rispetto al passato, in particolare lo studio è stato svolto, come spesso avviene per gli Stati Uniti che osservano ondate di gelo estremo periodicamente, ma anche super raffiche di tornado come in questi giorni, con record di caldo.
Si potrebbero citare degli esempi, uno su tutti il mitico 1956. Ecco, quell’anno altro che esplosione del Vortice Polare? Era forte, altro ché. Eppure, lo saprete, il mese di febbraio di quell’anno rimarrà nella storia come uno dei più gelidi e nevosi di sempre.
Ma allora, direte voi, perché puntualmente si torna a parlare del Vortice Polare? Semplice: perché il Vortice Polare non è altro che il principale motore stagionale. A seconda delle dinamiche che lo riguardano abbiamo modifiche più o meno pesanti della circolazione atmosferica emisferica. Ovvio, pattern climatici di cui avrete sentito parlare – ad esempio Nina, QBO, PNA e chi più ne ha più ne metta – altro non sono che ingranaggi dell’enorme motore atmosferico.
Del Vortice Polare se ne parla perché quest’anno – in realtà già nei 2 anni precedenti – potrebbe ricevere tanti di quei disturbi troposferici da farlo letteralmente esplodere. Lo split del Vortice Polare, giusto per capirci.
Nell’immaginario comune tale evento coincide col gelo siderale, coi metri di neve, con mesi invernali decisamente estremi. Invece no, nulla di più falso. Anche in presenza di split non è detto che sulle nostre regioni accada qualcosa di eclatante. Anche in quel caso v’è necessità che l’asse d’inclinazione dei lobi del Vortice punti il Mediterraneo, altrimenti l’aria gelida andrebbe a impattare su altre zone d’Europa.
Prima abbiamo citato il 1956, ma potremmo aggiungere il febbraio 2012. Anche in quell’occasione non ci fu alcuna rottura del Vortice Polare, piuttosto una dislocazione e un allungamento strutturale che sfociarono in quel che sappiamo: gelo e nevicate epocali in varie zone d’Italia.
Tutto ciò per dirvi che non è mica necessario avere l’esplosione del Vortice Polare per puntare a un Inverno memorabile. Certo, quest’anno potrebbe succedere ma anche se non dovesse andare così tranquilli, l’Inverno avrà comunque varie frecce al proprio arco.
