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Un grande lago scomparso ricompare

Asia, in un lago scomparso ritorna l'acqua.

Piero Meloni di Piero Meloni
08 Ott 2021 - 15:42
in Magazine
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Nell’affascinante territorio dell’Iran, ricco di storia e di tradizione, nel corso degli anni ’90 si ha avuto modo di assistere a un fenomeno davvero insolito, che ha visto ritirarsi in maniera costante il lago Urmia, uno dei bacini idrici salati più grandi del Mondo.

(METEOGIORNALE.IT) Scienziati e abitanti del posto non hanno potuto fare altro che assistere impotenti al problema, poiché ogni anno venivano persi circa 500 metri di acqua, arrivando addirittura a consentire ai curiosi di camminare agevolmente fino a quello che un tempo era il centro del lago. Oltre a trattarsi di un fatto allarmante a livello naturale e idrogeologico, la questione ha coinvolto in maniera diretta anche l’economia di quelle cittadine che sorgevano sulla sponda del lago e vivevano di turismo, che si sono trasformate in breve tempo in località disabitate e ricoperte di vegetazione incolta.

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Uno spettacolo decisamente triste, sia per quello che concerne il crollo dell’economia nazionale che l’alterazione dell’ecosistema di flora e fauna regionali.

Numerose sono le immagini di repertorio dell’epoca, che mostrano come rimanesse ben poco dell’ampia distesa d’acqua che un tempo rendeva l’ambiente piacevolmente selvaggio.

Trattandosi di un fenomeno già sfortunatamente constatato in altre zone del mondo, come ad esempio la Bolivia, si sono cercate di ricostruire le motivazioni che hanno portato a una condizione così allarmante, facilmente riscontrabili.

Il responsabile principale è come spesso accade l’uomo, che continuamente sfrutta le risorse che la natura mette a disposizione senza preoccuparsi che queste siano limitate nel tempo e nello spazio. Di recente abbiamo parlarlo del lago d’Aral.

Il saccheggio incontrollato e continuo, unito a periodi di forte siccità dovuti ai cambiamenti climatici, ha generato un problema all’apparenza irreversibile, per il quale invece fortunatamente è stato possibile porre in parte rimedio.

Si è compreso che solo modificando le proprie abitudini sarebbe stato possibile dare nuovamente vita a un ecosistema così importante a livello naturalistico ed economico, facendo un passo indietro rispetto all’utilizzo intensivo e sconsiderato del bacino idrico.

Dopo un periodo di continue guerre e carestie, infatti, la popolazione ha deciso nei primi anni 2000 di rifugiarsi sempre più verso una dimensione rurale, sfruttando il lago e il suo bacino sotterraneo principalmente per irrigare i campi e favorire lo sviluppo dell’agricoltura.

Una vera e propria svolta è giunta nel 2013, quando Hassan Rouhani ha promosso una campagna elettorale atta a rivalutare una località ormai fantasma, che gli è valsa il voto dei cittadini e la presidenza.

Il neoeletto ha mantenuto le sue promesse e ha iniziato immediatamente un’opera di risanamento della zona, rivedendo tutta la normativa legata all’attività rurale.

Si sono pertanto intraprese strade diverse per quanto riguarda l’irrigazione dei campi, che è stata sottoposta a un controllo più rigido che nel corso degli anni ha portato a un aumento del livello del lago piuttosto considerevole, sfruttando anche quelle minime precipitazioni che di tanto in tanto colpiscono il paese.

Uno studio ha stimato che durante gli anni della sua presidenza il consumo della preziosa risorsa è calato di circa il 30%, così da permettere alla natura di fare il proprio corso, e all’economia legata al territorio di riprendere piede in modo lento ma costante.

Oggi è possibile osservare la riapertura di numerose strutture ricettive che i decenni precedenti erano state costrette a chiudere i battenti, grazie a un afflusso di turisti sempre maggiore, attratti dal ripristino del lago così come è sempre stato nel corso dei secoli passati. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: gestione risorse idrichesiccità
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