Nell’affascinante territorio dell’Iran, ricco di storia e di tradizione, nel corso degli anni ’90 si ha avuto modo di assistere a un fenomeno davvero insolito, che ha visto ritirarsi in maniera costante il lago Urmia, uno dei bacini idrici salati piรน grandi del Mondo.
Scienziati e abitanti del posto non hanno potuto fare altro che assistere impotenti al problema, poichรฉ ogni anno venivano persi circa 500 metri di acqua, arrivando addirittura a consentire ai curiosi di camminare agevolmente fino a quello che un tempo era il centro del lago. Oltre a trattarsi di un fatto allarmante a livello naturale e idrogeologico, la questione ha coinvolto in maniera diretta anche l’economia di quelle cittadine che sorgevano sulla sponda del lago e vivevano di turismo, che si sono trasformate in breve tempo in localitร disabitate e ricoperte di vegetazione incolta.
Uno spettacolo decisamente triste, sia per quello che concerne il crollo dell’economia nazionale che l’alterazione dell’ecosistema di flora e fauna regionali.
Numerose sono le immagini di repertorio dell’epoca, che mostrano come rimanesse ben poco dell’ampia distesa d’acqua che un tempo rendeva l’ambiente piacevolmente selvaggio.
Trattandosi di un fenomeno giร sfortunatamente constatato in altre zone del mondo, come ad esempio la Bolivia, si sono cercate di ricostruire le motivazioni che hanno portato a una condizione cosรฌ allarmante, facilmente riscontrabili.
Il responsabile principale รจ come spesso accade l’uomo, che continuamente sfrutta le risorse che la natura mette a disposizione senza preoccuparsi che queste siano limitate nel tempo e nello spazio. Di recente abbiamo parlarlo del lago dโAral.
Il saccheggio incontrollato e continuo, unito a periodi di forte siccitร dovuti ai cambiamenti climatici, ha generato un problema all’apparenza irreversibile, per il quale invece fortunatamente รจ stato possibile porre in parte rimedio.
Si รจ compreso che solo modificando le proprie abitudini sarebbe stato possibile dare nuovamente vita a un ecosistema cosรฌ importante a livello naturalistico ed economico, facendo un passo indietro rispetto all’utilizzo intensivo e sconsiderato del bacino idrico.
Dopo un periodo di continue guerre e carestie, infatti, la popolazione ha deciso nei primi anni 2000 di rifugiarsi sempre piรน verso una dimensione rurale, sfruttando il lago e il suo bacino sotterraneo principalmente per irrigare i campi e favorire lo sviluppo dell’agricoltura.
Una vera e propria svolta รจ giunta nel 2013, quando Hassan Rouhani ha promosso una campagna elettorale atta a rivalutare una localitร ormai fantasma, che gli รจ valsa il voto dei cittadini e la presidenza.
Il neoeletto ha mantenuto le sue promesse e ha iniziato immediatamente un’opera di risanamento della zona, rivedendo tutta la normativa legata all’attivitร rurale.
Si sono pertanto intraprese strade diverse per quanto riguarda l’irrigazione dei campi, che รจ stata sottoposta a un controllo piรน rigido che nel corso degli anni ha portato a un aumento del livello del lago piuttosto considerevole, sfruttando anche quelle minime precipitazioni che di tanto in tanto colpiscono il paese.
Uno studio ha stimato che durante gli anni della sua presidenza il consumo della preziosa risorsa รจ calato di circa il 30%, cosรฌ da permettere alla natura di fare il proprio corso, e all’economia legata al territorio di riprendere piede in modo lento ma costante.
Oggi รจ possibile osservare la riapertura di numerose strutture ricettive che i decenni precedenti erano state costrette a chiudere i battenti, grazie a un afflusso di turisti sempre maggiore, attratti dal ripristino del lago cosรฌ come รจ sempre stato nel corso dei secoli passati.