
Chiedersi come sarà il meteo nel mese di settembre è lecito, anzi per moltissimi italiani sarà fondamentale perché chi ha scelto di prendersi le ferie in quel periodo vorrà sapere se la scelta sarà azzeccata oppure no.
Cominciamo col dire che settembre è un’incognita. Potrebbe essere un mese estivo, oppure autunnale, d’altronde è un mese transitorio e in quanto tale potrebbe risentire del cambio strutturale che avverrà in Europa. Il cambiamento, se avete dato un’occhiata ai modelli previsionali, è già iniziato e nei prossimi giorni avremo un assaggio di quel che potrebbe succedere se qualcosa dovesse mettersi di traverso.
La grande depressione che si staglierà a nord delle Alpi, alimentata da aria fredda, sarà l’esempio di quanto l’Autunno abbia voglia di mettersi subito in gioco. Dall’altra parte abbiamo l’Estate, che al contrario vorrà a tutti i costi cercare di ritagliarsi un ruolo importante anche nelle prime fasi autunnali.
Chi la spunterà? Beh, considerando che l’Anticiclone ha mostrato una possanza che non si vedeva da tempo – ovviamente parliamo dell’Anticiclone Africano – non si può star tranquilli. Negli ultimi decenni sono stati tanti i mesi di settembre segnati dalle ondate di caldo anomalo, talvolta anche peggio di agosto. Quindi occhio, perché va bene il terremoto barico che sta avvenendo in Europa ma fin tanto che la struttura anticiclonica sarà a due passi da noi potrebbe prendere facilmente il sopravvento.
Vogliamo tuttavia riportarvi la nostra idea, ovvero abbiamo il sentore che settembre possa rivelarsi un mese turbolento e per turbolento intendiamo dinamico, fin troppo. Caldo, poi fresco e le prime burrasche autunnali. Sì, perché non scordiamoci che il Mediterraneo ha accumulato tantissimo calore e non ci stancheremo mai di scriverlo.
Col surplus energetico presente c’è poco da scherzare, basterebbe un non nulla per mettere in moto fenomeni violenti. Vere e proprie depressioni mediterranee capaci di catapultarci in Autunno in men che non si dica. E’ un elemento che non dobbiamo minimamente trascurare, anche perché la svolta barica europea consiglia particolare prudenza.
In molte zone del vecchio continente farà freddo, anticipatamente. Se dovessimo scontrarci con certe configurazioni, lo scontro con la realtà autunnale potrebbe essere traumatico. A cura di Alessandro Arena
Integrazione a cura di Federico De Michelis
Aggiungo delle riflessioni a quanto ha scritto il collega Alessandro Arena.
L’ho scritto varie altre volte, sia in articoli realizzati da me per intero, che in collaborazione con i miei colleghi, dove ho evidenziato che dopo questa fase che vedrà una riduzione della calura, la temperatura continuerà ad essere superiore alla media, non diffusamente probabilmente, e neanche per lunghissimi periodi. Ciò che reputo non di scarsa rilevanza, eventuale è sempre possibile vampata africana della durata di alcuni giorni. Questa potrebbe alterare le medie climatiche.
In più, con un mare così caldo come quello che abbiamo, e senza l’ingresso deciso di perturbazioni oceaniche, una vera e propria fine della stagione estiva non la vedo. Propendo più per un prolungamento di questa per tutto settembre o una parte del mese, con temperature sopra la media, e precipitazioni più scarse rispetto alla norma, senonché collegate a fenomeni temporaleschi a carattere locale, che potrebbero dare luogo a eventi meteo estremi. Mi riferisco quindi soprattutto il rischio di nubifragi, quindi alla possibilità che si possano verificare piogge molto intense in tempi molto brevi, e localizzate in territori ristretti.
La buona notizia che scruta dai modelli matematici di previsione a lunghissimo termine è che non ci sarà una siccità persistente e diffusa a tutto il territorio nazionale. Questa sembrerebbe la linea di tendenza. Quindi la siccità estrema dovrebbe terminare. Ma usiamo il condizionale tassativamente. Ci sono alcune sfaccettature di queste previsioni da quantificare meglio.
Per concludere, il caldo estremo per alcune aree d’Italia, potrebbe ripresentarsi anche con periodi più ampi di una settimana, e quindi con un’ondata di calore fuori stagione. Le zone maggior rischio sono ovviamente le due isole maggiori e il centro-sud Italia.
Integrazione a cura di Federico De Michelis